Come amica, vivevo in prima linea l’esperienza per me molto forte e coinvolgente di Fede e Luce. Ero dentro, tutta dentro. Quando tornavo a casa però, avvertivo una certa difficoltà, quasi un’estraneità nel comunicare quanto avevo vissuto a mio marito. Non sapevo da che parte cominciare, era tutto molto difficile. I silenzi prevalevano sulle parole. Il tempo passava. Anche i tre figli venivano in comunità con loro piena soddisfazione. Si sposavano e festeggiavano con F. e L.
Il marito e papà partecipava con curiosità distaccata ai momenti forti dell’anno.
Ormai il seme di F. e L. era entrato nella sua vita e affiorava, a tratti, in piccole testimonianze, in segni di indiretta appartenenza, in persino appassionate difese nei confronti degli scettici.
Ma, dinanzi al mio entusiasmo, lui ostentava una sottile e demitizzante vena ironica.
In seguito, la tragedia è entrata dirompente nella nostra vita nelle vesti di una crudele malattia che ha colpito mio marito.
Tralasciando l’iter dolorosissimo delle degenze ospedaliere, delle terapie, del dolore unico di una simile esperienza, la nostra famiglia viveva in grande spirito di comunione il tutto, mentre F. e L. era sempre lì presente, con il suo carico di amicizia, vicinanza, preghiera.
Si avvicinava il grande evento del Pellegrinaggio 2001 a Lourdes. Il grande sogno della famiglia era parteciparvi, tutti insieme.
Ma sembrava solo un sogno a causa dell’aggravarsi progressivo della malattia.
Invece Qualcuno ha voluto che noi ci andassimo, tutti, figli e nipoti e, soprattutto, è riuscito a venire lui, mio marito.
Qui è difficile dire con semplici parole quale grande esperienza di Grazia abbiamo vissuto.
La Madonna ha dato a mio marito gli ultimi giorni di gioia, di serenità, di emozione forte vissuta in una enorme dimensione di fratellanza e di amore globale.
- Vanna, 2003
