«Figli di un Dio minore»

«Figli di un Dio minore»
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 20 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.
Figli di un dio minore. (Children of a lesser god), 1986, USA, R. Haines, (F) - Lui è un insegnante in una scuola per non udenti, lei un’inserviente sordomuta dalla nascita. Si innamorano e dopo molte difficoltà, il sentimento riuscirà a far loro superare tutte le barriere. Benché un po’ troppo hollywoodiano, il film riesce comunque a dare un quadro di quanto sia importante l’assistenza di insegnanti qualificati per aiutare le persone sordomute.
È una trama romantica (forse troppo) e volutamente ottimistica: buona l’interpretazione dei due protagonisti eccessivamente belli, perfetti e puri per essere credibili.

Ti è piaciuto il film?
Mi è piaciuto molto perché parla di una sordomuta americana, Sarah, bella e affascinante. Lei non parla più e si innamora di James, il professore che insegna a parlare ai sordi di una università.

Quali aspetti del carattere della protagonista ti hanno colpita?
La protagonista ha un carattere molto duro e crudele, irritante e ribelle, però ha la passione ed è intelligente.

Trovi in te delle somiglianze con gli atteggiamenti della protagonista?
Tra me e Sarah ci sono molte differenze perché ho la voce normale quindi so parlare bene e so usare anche il linguaggio gestuale: ho imparato a usare la voce alla scuola dei sordomuti.

Perché la protagonista non vuole servirsi del linguaggio verbale (non gestuale)? E tu cosa pensi in proposito?
La protagonista rifiuta di parlare con la voce e soffre molto perché ha avuto un trauma quando era piccola, i suoi amici l’hanno presa in giro per la sua voce
brutta e terribile, così usa solamente il linguaggio non verbale. Per me è molto importante parlare con la voce, ma penso che Sarah si vergogni perché la sua voce è brutta e molto camuffata; infatti non accetta di imparare.

Ti sembra che il regista sia sincero e veramente coinvolto dalla problematica dei sordi o che abbia solo voluto girare un film commerciale?
A me sembra che il regista abbia affrontato il mondo dei sordi in maniera vera e commovente. Sono contenta perché per la prima volta questo film è stato trasmesso con i sottotitoli. Infatti sono stati sottotitolati quasi esclusivamente i film in prima serata e sulle reti nazionali. Questo è molto importante per la comunicazione tra i sordi e gli udenti: non è possibile capire un film senza i sottotitoli perché manca il dialogo che è fondamentale nella vicenda. Spero che i film siano sempre più spesso sottotitolati per i non udenti.

Redazione

Redazione

Autore di articoli pubblicati su Ombre e Luci.

In totale 349 autori hanno collaborato con Ombre e Luci.

Lascia un commento

Il tuo commento sarà pubblicato dopo approvazione della redazione. L'email non verrà pubblicata.

← Torna al Magazine