Cinema e disabilità: i 3 film di Adriano Ercolani
Abbiamo chiesto ad alcuni critici cinematografici di elencare 3 film che affrontano il tema della disabilità. Adriano Ercolani, che scrive, fra gli altri, su Coming Soon e Screenweek, ha scelto questi.
The Elephant Man
(id., Gran Bretagna, 1980, durata 125 min.) di David Lynch, Con Anne Bancroft, John Hurt, Anthony Hopkins, John Standing, John Gielgud
Il più famoso caso medico dell’Inghilterra vittoriana viene tratteggiato dal genio di David Lynch in una favola in bianco e nero, visivamente abbagliante e insieme capace di arrivare al cuore dello spettatore. Dietro il trucco enorme il protagonista John Hurt riesce ad esplicitare tutta l’umanità e la dignità di John Merrick, uomo comune e come tutti bisognoso di affetto. A completare un cast di attori in stato di grazia un giovane Anthony Hopkins mai più così misurato e un elegante cammeo di Ann Bancroft.
Il mio piede sinistro
(My Left Foot, Irlanda, 1989, durata 100 min.) di Jim Sheridan. Con Brenda Fricker, Daniel Day-Lewis, Ruth McCabe, Cyril Cusack, Hugh O’Conor, Ray McAnally
Dublino, 1931. Nato con una paralisi celebrale che ne limita quasi totalmente i movimenti, Christy Brown diventa fin da subito il centro emotivo di una famiglia vitale, ottimista, che lo supporterà fino a farlo diventare un pittore di successo. Il film diretto da Jim Sheridan è un inno alla gioia della vita in tutte le sue forme. Il film che ha lanciato Daniel Day-Lewis, il quale grazie alla sua commovente interpretazione si aggiudicò il primo Oscar di una carriera impareggiabile.
Figli di un dio minore
(Children of a Lesser God, USA, 1986, durata 118 min.) di Randa Haines. Con Piper Laurie, William Hurt, Marlee Matlin, Philip Bosco, Max Brown, Allison Gompf.
Un nuovo insegnante in una classe di sordi, una ragazza senza udito che si rifiuta di parlare, un rapporto che inizia a costruirsi sul dolore e la frustrazione per trasformarsi in un’appassionante storia d’amore. Un magistrale William Hurt e la rivelazione Marlee Matlin sono l’anima vibrante di un melodramma coraggioso e non scontato, capace di restituire allo spettatore sia la frustrazione che la dignità dei personaggi. Un cult-movie da riscoprire.
Speciale Cinema e disabilità
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