Difficile senza musica | Recensione

Tratto dal Taccuino di un allegro ubriacone, il racconto di un incontro in cui nessuno è a suo agio (Ed. Guanda, 2019)
Difficile senza musica | Recensione
Copertina di "Taccuino di un allegro ubriacone" di Charles Bukowski

Dallo scaffale questa volta prendiamo un racconto, firmato da uno scrittore nato in Germania, vissuto in California e morto per una leucemia fulminante a San Pedro, dopo una vita scombinata. Tra tanto alcol e un mondo al margine descritto con linguaggio colorito e straordinaria capacità di analisi; tra un’esistenza di eccessi esasperati e critica al perbenismo, sbucano presenze che non ti aspetti: due suore. Charles Bukowski ne tratteggia l’incontro con un uomo, Larry, che ha messo un annuncio sul giornale per vendere fonografo e dischi. Le religiose sono interessate all’acquisto perché suor Celia ne ha bisogno per le sue lezioni con le ragazze più grandi, «è così difficile… senza musica». Descritto attraverso gli occhi dell’uomo, è l’incontro tra due mondi lontani che si studiano un po’, tentano di dirsi qualcosa e concludono l’affare. Nessuno è a suo agio. Ma, lo sappiamo, sono questi gli incontri migliori.

Giulia Galeotti

Giulia Galeotti

Dopo il post dottorato e tanti lavori, Giulia ha iniziato a collaborare con diverse testate, prima di fermarsi all’Osservatore Romano, dove dal 2014 è responsabile delle pagine culturali e dal 2019…

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