Metti da parte la fretta

Laboratorio d’incisione e stampa d’arte alla comunità Il Chicco di Ciampino. L'articolo di Gianni Verni dal focus sull'arte.
Metti da parte la fretta

Imparare e frequentare un'attività creativa e manuale non è mai un occupare il tempo come oggi spesso si pensa. Il concetto di hobby legato al fare qualcosa viene nobilitato dal fatto che il processo creativo, anche se i risultati possono sembrare poca cosa, coinvolge anima e corpo creando un legame tra il pensato ed il concreto. E questa è già una forma di terapia che allena la mente a concretizzare quello che si immagina. L’arte-terapia, per sua intrinseca funzione, non bada al risultato ma al percorso concentrandosi alle varie fasi che rappresentano il vero fine terapeutico e quindi creativo.

Il manipolare la creta, ad esempio, non ci fa diventare sicuramente degli scultori ma ci fa provare l’esperienza della modellazione, che possiamo controllare e determinare con la mente ma anche e soprattutto con le nostre mani. Il risultato poi sarà semplicemente una forma, più o meno complessa, che rispecchierà tutto di noi, dallo stato d’animo alla nostra forma mentale passando per la tensione creativa.

Ho timidamente introdotto l’incisione classica ai ragazzi della comunità de L’Arche Il Chicco portando delle riviste del settore e commentando con loro le opere rappresentate. Sono stati ospiti di un paio di mostre collettive di Officine Incisorie come visitatori e il loro atteggiamento è stato molto attento e puntuale nell’osservare ma ancora di più nell’elaborare e personalizzare quello che osservavano.

Nell’incisione sono contenuti dei principi basilari del percorso terapeutico. Non è una disciplina puramente istintuale, ma ragionata e divisa per fasi ben precise, ciascuna delle quali è propedeutica alla successiva e funzionale ad essa. Chiunque si sia approcciato all’incisione ha dovuto mettere da parte la fretta, l’ansia di arrivare al risultato, concentrandosi sul metodo, passo dopo passo. C’è un lavoro di progettazione che comporta concentrazione ed il vedere oltre. C’è l’uso dei materiali e degli strumenti per lavorarli. C’è un rigoroso rispetto di tempi che devono essere rispettati ed intendo proprio tempi in secondi, minuti, ore che, se sottovalutati, portano al fallimento del progetto stesso. C’è il lavoro fisico dell’inchiostrazione e della pulizia della lastra che va ripetuto più volte per multipli di stampa ma che inevitabilmente porterà sempre a risultati diversi, simili ma diversi. La stampa poi è la fase finale che darà quell’ultima carica emozionale al nostro lavoro, sempre e comunque una sorpresa. Per non parlare della sensazione di maneggiare le carte di stampa, di immergerle nell’acqua e di asciugarle prima della stampa stessa. Un mondo di sensazioni che può vivere solo chi lo prova. Il risultato poi verrà ma non è quello l’obiettivo. È solo una fase di tutto il percorso. Per i ragazzi del Chicco è stata fatta un’opera di semplificazione delle procedure, escludendo quelle più rischiose per la loro incolumità e salute. Quello però che rimane è il mezzo espressivo, mediante il quale hanno potuto esprimersi con lavori che li caratterizzano e li identificano. Abbiamo scoperto Danilo particolarmente portato per i paesaggi urbani, Chiara e Nadia più bucoliche, prediligendo fiori e paesaggi campestri. Alessandro che ha una sensibilità particolare per la musica, rappresenta strumenti musicali, note, chiavi di violino, in modo da sembrare quasi opere picassiane. Marilena rappresenta personaggi che vive interiormente.

Nelle sue opere, il pittore futurista Umberto Boccioni ha rappresentato, in un periodo della sua parabola creativa, gli stati d’animo sotto forma di figure umane: figure particolari, esili, eteree, scaturite dalla sintesi artistica e spirituale di un grande artista che le ha rese tangibili.

Marilena esprime i suoi stati d’animo nei suoi lavori. Marilena non ha conosciuto Umberto Boccioni. Marilena ha un carattere molto chiuso e introverso, che riesce a superare non appena si mette a disegnare, passando da una chiusura a ‘riccio’ ad una apertura che cerca il consenso da chi le sta intorno. Marilena inserisce le figure sempre in un ambiente, a significare una ricerca di protezione. Il resto lo potete giudicare voi.

Il risultato maggiore, al di là della qualità (indiscussa) dei loro lavori, sta nell’entusiasmo, nell’attesa del giorno in cui ci incontriamo, negli effetti positivi sull’umore, nell’aspettare e vedere la stampa del proprio lavoro uscire dal torchio… vera e propria esperienza di come debba essere condivisa e vissuta l’esperienza artistica.

L’incontro con l’Arca

Il Chicco è entrato nella nostra storia grazie alla disponibilità della Comunità dell’Arca di metterci a disposizione un locale ad uso stamperia. L’abbiamo così attrezzato di tutto punto; da lì a far partire un laboratorio con alcuni ragazzi ospiti della comunità è stato un attimo. Dapprima un gioco, un esperimento artistico per vedere come i ragazzi si sarebbero confrontati con qualcosa di creativo ma laborioso. E subito dopo la sorpresa nel vedere il loro impegno ed i risultati a dir poco inattesi, tanto da organizzare una prima mostra nel 2018 a Via Giulia, a cui ne è seguita una seconda l’anno successivo. Il bello del laboratorio è che essendo la calcografia composta da varie fasi (dalla preparazione della matrice, all’inchiostrazione, alla stampa solo per citarne alcune) ha occupato tutti i partecipanti alla realizzazione delle opere, ciascuno per una o più fasi di lavorazione, incentivando il lavoro collaborativo. Tutto il nostro lavoro lo potete trovare sul sito www.officineincisorie.it. Lì, oltre a conoscerci più da vicino, potete scaricare e sfogliare i nostri cataloghi tra i quali quello della mostra dei ragazzi del Chicco DI-Segni DI-Versi.

Gianni Verni

Gianni Verni

Appassionato da sempre di arte, in particolare quella grafica, da 12 anni si occupa di incisione e della sua divulgazione. Cinque anni fa ha fondato con due amici l’Associazione Officine Incisorie…

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