Chi aiuta la famiglia: gli specialisti

Chi aiuta la famiglia: gli specialisti
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 30 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.

N.B.: questo articolo risale al 1992. Tutte le informazioni riportate potrebbero essere non più valide.

Terapisti della riabilitazione


Sono chiamati terapisti della riabilitazione i logoterapisti, i fisioterapisti, gli psicomotricisti, i terapisti occupazionali. Sono figure professionali distinte per il tipo di attività che svolgono.
Per info: Associazione Professionale Psicomotricisti Italiani

Logoterapista


Il logoterapista è l’operatore professionale esperto nel trattamento preventivo e riabilitativo dei disturbi del linguaggio e della comunicazione. Interviene nei disturbi della voce, della parola e dell’apprendimento.

Formazione


Corsi triennali in scuole universitarie o private riconosciute.
A questi corsi si accede con il diploma di scuola superiore.

Ambiti lavorativi


Il lavoro del logopedista si svolge nelle strutture pubbliche (USSL, ospedali, ecc.) o in centri privati o privati convenzionati.
Il rapporto riabilitativo è individuale, ma il terapista lavora insieme con altre figure professionali (pediatra, medico specialista, psicopedagogista, insegnante di sostegno) che si occupano della persona in difficoltà.
Per maggiori informazioni rivolgersi alla: Federazione Logoterapisti Italiani

Fisioterapista


Il fisioterapista è un ausiliario sanitario che pratica trattamenti, cura con esercizi fisici principalmente di ginnastica medica, attuata mediante movimenti attivi e passivi condotti allo scopo di migliorare le funzioni dei muscoli e degli arti.
Pratica anche altri trattamenti come la massoterapia, la fototerapia, la balneoterapia, ecc.

Formazione


Corsi triennali in scuole universitarie o private riconosciute dalla Regione.
A questi corsi si accede con il diploma di scuola superiore.

Ambiti lavorativi


Il lavoro del fisioterapista si svolge nelle strutture pubbliche (USSL, ospedali, ecc.) o in centri privati o privati convenzionati. Il fisioterapista può anche esercitare come libero professionista, in uno studio privato.
Per maggiori informazioni rivolgersi alla: A.I.T.R. Associazione Italiana Terapisti della Riabilitazione

Psicomotricista


Lo psicomotricista opera nel campo educativo e riabilitativo per favorire la conoscenza e coscienza dello schema corporeo ai fini espressivi e conoscitivi.

Formazione


Per la formazione dello psicomotricista non esistono corsi autorizzati a livelli giuridico, ma esistono scuole private con corsi triennali.

Terapista occupazionale


Il terapista occupazionale pratica un metodo terapeutico che, mediante l’uso di attività (spesso manuale artigianale) e di rapporti interpersonali, mira a diminuire o compensare gli aspetti patologici residui e a sviluppare le potenzialità dell’individuo.

Formazione


Corsi triennali in scuole universitarie, a titolo di terapista della riabilitazione con specializzazione in terapia occupazionale.
Corsi privati presso centri di riabilitazione.

Ambiti lavorativi


Il lavoro delle terapiste occupazionali si svolge nelle strutture pubbliche o in centri privati e privati convenzionati.
L’ambiente di lavoro è il laboratorio di attività manuale, ma il terapista «pratica» anche a domicilio della persona con handicap per aiutarla a usare tutti i mezzi necessari alla vita quotidiana.
Per maggiori informazioni scrivere a: A.I.T.O. Associazione Italiana Terapisti Occupazionali


2. Assistente sociale


L'assistente sociale è un operatore che, secondo le conoscenze e i metodi specifici della sua professione, svolge la propria attività e favore di persone, gruppi e famiglie per prevenire e risolvere situazioni di bisogno.
Il suo lavoro si rivolge principalmente:

  • alle madri e ai bambini

  • ai portatori di handicap fisici e psichici

  • ai giovani, in particolare per la prevenzione e la cura delle tossicodipendenze

  • ai minori e adulti nelle istituzioni carcerarie

  • ai lavoratori

  • agli emarginati.


Si svolge nelle USSL, nei CIM, nelle scuole, negli ospedali, nei consultori, nelle comunità parrocchiali; e presso le industrie, gli enti pubblici e privati di assistenza, il Ministero di Grazia e Giustizia ecc.
La formazione dell’assistente sociale avviene oggi nelle scuole universitarie dirette a fini speciali (29 in Italia) che rilasciano un diploma abilitante all’esercizio della professione. A queste scuole si accede con i titoli previsti per i corsi di laurea. Il corso dura un triennio. Le materie riguardano i fondamenti del servizio sociale, i metodi di lavoro, il metodo e gli strumenti di ricerca, di programmazione e di organizzazione dei servizi sociali, il diritto pubblico e privato, la sociologia, la legislazione sociale, la medicina sociale e l’igiene, la psicologia e la psicopatologia dello sviluppo, ed altre opzionali. Gli esami sono 18 e almeno 500 le ore prescritte per il tirocinio. La frequenza è obbligatoria.


3. Assistente domiciliare e tutelare


Al servizio di:

  • anziani

  • persone portatrici di handicap

  • minori

  • malati dimessi da ospedali psichiatrici


Profilo professionale



  • svolge attività di aiuto domestico, di assistenza diretta alla persona, di tutela;

  • svolge prestazioni igienico-sanitarie di semplice attuazione (del tipo svolto da un familiare).


I compiti devono essere finalizzati al recupero, al mantenimento e allo sviluppo del livello d’autonomia dell’utente nel suo contesto di vita, nel rispetto della sua autodeterminazione.
Preparazione per la qualifica dell’operatore addetto alla assistenza domiciliare e nelle strutture residenziali tutelari:

  • la gestione dei corsi è affidata alle USSL (nei centri di formazione pubblica o convenzionata);

  • per accedere ai corsi è richiesto: licenza della scuola dell’obbligo (media) 18 anni compiuti supera

  • la durata dei corsi è di 600 ore in un anno scolastico;

  • la frequenza è obbligatoria sia nelle attività teoriche che nel tirocinio.


I corsi devono mettere loperatore in grado di:

  • prestare al destinatario il massimo dell’autonomia scegliendo le attività che più rispondono allo sviluppo delle potenzialità dell’utente;

  • supplire alle carenze di autonomia nelle funzioni essenziali (igienico-sanitarie e nella vita di relazione);

  • avere una corretta relazione con l’utente e la famiglia;

  • riflettere sulla propria attività e fornire relazioni sull’efficacia dei suoi interventi;

  • lavorare con altri operatori e altre professionalità;

  • conoscere la legislazione socio-sanitaria e l’amministrazione della propria USSL. (Delibera CR - 15/11/92 Reg. Piemonte).


4. Psicologo


La professione di psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico, rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità.
Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e dialettica in tale ambito.

Requisiti per l’esercizio dell’attività


E necessario aver conseguito l’abilitazione in psicologia mediante l’esame di stato (al quale si accede con la laurea in psicologia) ed essere iscritto nell’apposito albo professionale. L'esercizio dell’attività psicoterapeutica.
E subordinato ad una specifica formazione professionale da acquisirsi, dopo la laurea in psicologia o in medicina, mediante corsi di specializzazione quadriennali.
Il corso di laurea in psicologia prevede cinque anni di corso (dopo la scuola superiore) con i seguenti indirizzi:

  • indirizzo di psicologia dello sviluppo e della educazione;

  • indirizzo di psicologia del lavoro e delle organizzazioni;

  • indirizzo di psicologia clinica e di comunità;

  • psicologia generale e sperimentale.


Che cosa fa lo psicologo?


Molteplici sono le funzioni dello psicologo. Fra le altre:

  1. prevenzione: per evitare il disagio e mantenere la salute psichica;

  2. diagnosi e psicodiagnosi individuali e di gruppo;

  3. progettazione/organizzazione di interventi e di strutture di vario genere (individuali, gruppi, quartiere, comunità);

  4. interventi/consulenza psicoterapeutici, di recupero e riabilitazione della salute, di orientamento scolastico e professionale; adozione e affidi; formazione del personale.


5. Educatore professionale


In Italia, a differenza degli altri Stati europei, la professione dell’educatore si sta sviluppando solo ora, con diversità fra le regioni.
È una figura difficile da definire per i molteplici aspetti con i quali si configura (definizione, funzione, formazione, utenza) (1).

Profilo dell’educatore


«È l’operatore che, in base ad una specifica preparazione di carattere teorico-pratico, svolge la propria attività mediante la formulazione e la realizzazione di progetti educativi, volti a promuovere lo sviluppo equilibrato della personalità, il recupero e il reinserimento sociale di soggetti portatori di menomazioni psicofisiche e di persone a rischio e in situazioni di emarginazione sociale» (2).

Preparazione e formazione


Schematicamente, riprendendo modelli formativi presenti in Italia, la formazione dovrebbe comprendere:

  • area della formazione teorica: • discipline professionali (metodi e tecniche educative, progettazione, organizzazione, valutazione);

  • discipline pedagogiche, psicologiche, medico-sanitarie, antroposociologiche, giuridiche e di politica e legislazione sociale;

  • area della formazione pratica (tirocinio professionale guidato);

  • area della formazione tecnico-esercitativa (per sperimentare e utilizzare tecniche e strumenti diretti all’intervento educativo, tramite laboratori, stages, esercitazioni).


Ammissione ai corsi.

  • (In generale) Titolo di studio di scuola secondaria superiore.

  • Frequenza obbligatoria per almeno 3/4 dell’orario previsto.


Per l’importanza che tali figure, a nostro avviso, potranno avere nel futuro, soprattutto come responsabili di Comunità alloggio e Case famiglia per portatori di handicap, riportiamo sotto l’elenco delle Scuole e dei Corsi per educatori. (Dal libro citato in nota).
(1) Per chi desidera approfondire l’argomento v. «Ceducatore professionale oggi», Vita e pensiero, Milano, 1990, L. 32.000.
(2) Definizione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia n. 19-10/V, 1989.

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