Può accadere che nonne, amiche, cognate siano spesso depositarie di confidenze da parte di una coppia che aspetta un bimbo probabilmente disabile e che perciò si trova a dover fare una scelta drammatica. Che cosa dire? Che cosa fare?
Da evitare
- Credere di avere “la” risposta. Meglio imparare ad accettare la propria impotenza.
- Brandire il catechismo. Giudicare. L'interruzione volontaria di gravidanza è condannata dalla Chiesa, ma è l’atto ad essere condannato, non l’autore.
- “Al posto tuo io...” oppure “Immagino bene ciò che stai provando...” Non si può sapere come si reagirebbe né si può mettersi al posto dell'altro.
- Invadere l’altro. Riempire ad ogni costo i tempi di silenzio, non rispettare la giusta misura...
Cosa può aiutare
- Ascoltare e accogliere la sofferenza, la paura e la rivolta dell’altra, che sono legittime. Quando si è invasi dalla paura, non si è liberi. Aiutare a parlare, a dire ciò che sente, che possa esprimere i suoi sentimenti senza sentirsi giudicata.
- Essere semplice, non esitare a dire “Ti sento angosciata, straziata da impulsi contrari...”. Oppure “Non trovo le parole”. Un gesto d’affetto spontaneo può far sentire la vicinanza del cuore.
In un secondo tempo
- Invitare a riflettere a voce alta sul “pro” e il “contro”; “Se scegli l'interruzione, che cosa succederà dopo? Se scegli di tenere il bambino, come immagini il futuro, su chi pensi di affidarti? E il papà cosa ne pensa? Qualunque sia la sua scelta, anche diversa, ci sarà sofferenza. Come pensi che la vivrai?”
- Proporre di cercare gli aiuti o dei mezzi per farsi aiutare “Si possono chiamare certe associazioni in modo anonimo; con loro potrai parlare. Ti potranno mettere in contatto con genitori che hanno vissuto la stessa cosa. Potranno aiutarti al momento della nascita ecc.”.
- Rendersi presenti “Sarò con te se hai bisogno di me. Chiamami quando vuoi”. Ci si può impegnare attivamente per aiutare al momento della nascita o in seguito, secondo le possibilità. “Mi darai tue notizie?”
- Accogliere la domanda angosciosa di un'amica, di una coppia... è una grossa responsabilità! Non dimentichiamo di chiedere aiuto allo Spirito Santo e affidare a persone di preghiera il difficile momento della propria amica.
(Ombres et Lumiére, n. 15)