Affettività e sessualità delle persone con disabilità

Un tema che abbiamo affrontato altre volte di certo non in modo esauriente. Proseguiamo proponendovi alcuni spunti che reputiamo significativi ad approfondire l’argomento
Affettività e sessualità delle persone con disabilità
Foto di Jr Korpa su Unsplash
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 10 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.
Con un gruppo di amici seguo in un centro di volontariato un gruppo di giovani e non più tanto giovani. Organizziamo con loro giochi, spettacoli teatrali, feste e insieme svolgiamo attività lavorativa di vario genere. Capita spesso che tra questi ragazzi, sono giovani donne e uomini, nascano simpatie, attrazioni, legami che a volte si protraggono nel tempo ma che è impensabile possano concludersi con un matrimonio. Tuttavia sono per loro storie importanti, spesso li coinvolgono fino in fondo, possono influire sul loro modo di essere e di stare con noi. A volte provocano anche problemi di comportamento, (litigi, gelosie, abbandoni, effusioni esagerate ecc) Mi chiedo: qual è il modo migliore di comportarsi? Farlarne con loro, sottolineare o ignorare? Incoraggiare i loro corteggiamenti , parlare dei loro problemi in proposito? Mi interesserebbe conoscere anche il parere di altre persone. Immagino che in ogni gruppo si verifichino situazioni del genere. Come vi comportate? Mi sembrano fatti importanti nella loro vita di relazione e vorremmo saperle gestire al meglio!!!
Anna Maria Cappabianca

Dare una risposta esaustiva non è affatto semplice poichè ogni persona disabile o meno, fisicamente, intellettivamente o psichicamente fragile, ha le sue peculiarità che sono sempre diverse e mai uguali a quelle di un’altra.
Potremmo consigliare di usare il buon senso, il rispetto, la comprensione... ma non basta.
Di affettività e di sessualità abbiamo provato a parlare altre volte certo non in modo esauriente, ne siamo consapevoli.

Continueremo però a raccogliere stimoli come ne dà la lettera di Annamaria, e anzi ne chiediamo anche a chi di voi ne ha di simili da raccontare o magari ha esperienze positive da condividere, cercando nel contempo di proporvi testi che reputiamo significativi ad approfondire l’argomento.
I testi che seguono questa volta non rispondo certo alla problematica posta dalla lettera. Presentano però temi che possono interesseare e completare quanto già detto in passato.

La Redazione, 2010


Jean Vanier risponde

Questa problematica rivela sofferenze tremende nelle persone che accompagnate nel vostro centro. Segno dell’estrema solitudine di alcuni di loro.
A causa delle loro grandi difficoltà motorie e della comunicazione, molti sono scartati dalla vita in società: non si prende il tempo per ascoltarli, per capirli, per entrare in relazione con loro; non hanno amici e fanno parte di una comunità.
C’è poi la sofferenze delle persone la cui pulsione sessuale è completamente staccata dalla relazione con l’altro.

La nostra sessualità, all’origine dell’attrattiva dell’uomo e della donna, è di fatto orientata verso una vera comunicazione e un’amicizia. Ma ci sono persone che durante l’infanzia hanno sofferto di mancanza di relazione, di disprezzo e di durezza. Per questo non hanno scoperto le proprie capacità di amare un altro con tenerezza e rispetto. Trattati da sempre come oggetti, trattano l’altro come un oggetto.
La loro pulsione sessuale, staccata dall’accoglienza e dalla tenerezza di un altro, è divenuta un desiderio folle di masturbazione, di vivere una relazione immaginaria, staccata dalla realtà, per il principio di piacere fisico.

Queste sofferenze di alcune persone con paralisi cerebrale sono la parte del loro grido di essere liberati da un desiderio sessuale attraverso la masturbazione. Molti hanno visto dei film che banalizzano e eccitano la sessualità. E poiché spesso sono incapaci di toccarsi a causa delle loro difficoltà motorie, finiscono per cadere in una forma di desiderio angoscioso che può portare alcuni di loro a una sorta di malattia mentale.

È chiaro che bisogna ascoltare molto queste persone, con compassione e rispetto. Se supplicano di essere aiutate a masturbarsi, bisogna dialogare con loro e vedere ciò che si può fare salvaguardandoli dal cadere in una forma di dipendenza dalla masturbazione.
A volte, dei massaggi possono portare un po’ di rimedio alla pulsione di un desiderio sessuale, permettendo un certo benessere e facendo trovare una certa unità interiore.

Soprattutto bisogna riflettere per permettere a queste persone di vivere una vera relazione di amicizia.

Come aiutarli a integrare e a contenere la pulsione sessuale in questa situazione? Scoprendo che sono amati e ammirati, che hanno dei doni da offrire, aiutandoli a vivere nella realtà e non nell’immaginazione.
Per cominciare, bisogna saper offrire e piangere con loro, pregare con loro. E agire con compassione, saggezza, rispetto.

Redazione

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