Abbassa il cielo e scendi - Recensione

La storia lunga mezzo secolo di un fratello con schizofrenia nel romanzo di Giorgio Boatti (Mondadori, 2022)
Abbassa il cielo e scendi - Recensione
Copertina del libro "Abbassa il cielo e scendi" di Giorgio Boatti (Mondadori, 2022)

Due fratelli e una malattia mentale. Il minore (l’io narrante) vede Bruno, rientrato prima del tempo dal seminario, gremito dai tentacoli della schizofrenia in un abbraccio che lo accompagnerà per tutta la vita. Abbassa il cielo e scendi racconta così oltre mezzo secolo di storia – quella familiare, intima di Bruno e dei suoi, e quella con la S maiuscola, dal Dopoguerra agli anni Duemila. Mezzo secolo di tentativi, di salite (e qualche discesa); di manicomi prima lager, poi sconvolti da Basaglia e infine tornati a situazioni troppo simili al pre-rivoluzione; di solitudini a tratti squarciate; di possibili soluzioni intraviste, ma non sempre inseguite. Un romanzo forte, poetico e spietato; un romanzo consapevole di come storia personale e grande Storia non sempre si intersechino quando si parla di disabilità, perché le persone con gravi disturbi mentali sono sempre rimaste ai margini del dibattito e della scena politica e sociale. C’è ancora tanto da fare per Bruno e per noi. Facciamolo assieme.

Giulia Galeotti

Giulia Galeotti

Dopo il post dottorato e tanti lavori, Giulia ha iniziato a collaborare con diverse testate, prima di fermarsi all’Osservatore Romano, dove dal 2014 è responsabile delle pagine culturali e dal 2019…

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