Vita e amore si erano spenti

Vita e amore si erano spenti
Un primo piano di Rita Ozzimo (foto archivio Ombre e Luci, 1990)
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 30 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.

È passato un anno da quando vi conosco, un anno così breve eppure così lungo e intenso di gioia e amore che mi ha riscaldato e fatto ritrovare il senso della vita.
Vita e amore si erano spenti da quando il mio cuore si era spezzato dal dolore: avevo pensato che se Dio c'era, non mi amava e mi sentivo abbandonata, sola, sola a dover far fronte al mondo per aver avuto un figlio diverso.
Non sapevo invece che con questo figlio Dio mi si sarebbe rivelato e fatto conoscere e chissà quante volte avrà tentato e poi pensato che questa era la via migliore per farmi arrivare a Lui, facendomi conoscere le sofferenze più profonde, le più difficili da accettare, facendomi poi conoscere tutti voi; voi che mi avete insegnato nel modo più semplice e più vero ad amarlo e a riconoscerlo e ad arrivare a lui con la preghiera.

Le prime volte quando ci incontravamo e ne parlavate con semplicità come se foste suoi intimi amici, mi sentivo impacciata, come chi è in presenza di una persona poco conosciuta; ora sento, giorno dopo giorno, la sua presenza, lo riconosco nelle cose che mi circondano, sto trovando finalmente la serenità di sentirmi amata di un amore incontestabile.
L’avervi incontrato è stato non solo per me ma anche per la mia famiglia, la certezza di un mondo più comprensibile, fatto non solo di cose, ma di esseri umani e di fratelli.

- Rita Ozzimo, 1990

Rita Ozzimo

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