Vita delle province n. 152

Cronache dalle tre province di Fede e Luce Italia
Vita delle province n. 152
Le provincie di Fede e Luce

Un tesoro da condividere

Nel libro del Siracide si legge: «Un amico fedele è rifugio sicuro: chi lo trova, trova un tesoro». È proprio vero! Noi di Fede e Luce ce ne siamo accorti proprio in occasione di questa pandemia, in cui abbiamo perso la cosa più preziosa che abbiamo: l’amicizia tra di noi, fatta del ritrovarci per pregare e stringere un legame sempre più forte con Gesù che ci ama così come siamo; un’amicizia che trova nella festa la sua espressione di gioia, un’amicizia fatta di gesti teneri, abbracci che dicono l’accoglienza reciproca perché ognuno si senta a casa. Questo tesoro ci è mancato nei mesi scorsi e come spesso capita si impara ad apprezzare quello che hai proprio quando ti viene a mancare. (...) Vogliamo vivere quest’anno per ridire alle nostre comunità questo messaggio bello. Abbiamo trovato un tesoro e questo tesoro è affidato a noi, che viviamo la comune fragilità. Questo tesoro non lo teniamo per noi ma lo condividiamo, anzitutto tra di noi con legami belli e accoglienti e con tutta la creatività che riusciremo a mettere in campo.

Liliana Ghiringhelli e don Mauro Santoro

Responsabilità

In questo momento difficile per tutto il mondo, più che mai nelle nostre comunità di Fede e Luce dobbiamo riflettere sul significato di responsabilità. La responsabilità a Fede e Luce non è soltanto assumere degli incarichi, come quando si elegge il coordinatore di comunità, il responsabile di un campo estivo, il coordinatore di Provincia o il vice-coordinatore provinciale. Responsabilità a Fede e Luce vuol dire prendersi cura dell’altro, prendersi cura gli uni gli altri, sempre con uno speciale riguardo per chi è più fragile, per chi è più solo, per chi è più stanco. In questo periodo, con grandi difficoltà e limitazioni riusciamo a vivere i nostri momenti di comunità e condivisione: in questi giorni le due comunità di Fidenza hanno eletto i nuovi coordinatori, mentre altre comunità hanno organizzato incontri a gruppi più piccoli e rispettando tutte le norme previste. Essere responsabili in questo periodo di pandemia vuol dire seguire le regole che sono state decise dalle autorità pubbliche e le regole che anche Fede e Luce si è data, per il bene di tutte le nostre comunità, per il bene di tutti noi. — Fabio Bronzini

I nuovi membri del CdA

Dopo Daniela Boccucci di Bari, e Lello Mele di Napoli, ai quali va tutta la nostra gratitudine, Mari e Vulcani ha due nuovi rappresentanti nel Consiglio d’amministrazione di Fede e Luce. Sono Emi Mammoliti e Salvatore Leoci. Emi (Emilia in famiglia, ma il marito Pippo quando si fidanzarono – circa un secolo fa! – la ribattezzò Emi e così la conosciamo in Fede e Luce) è messinese, ha dimestichezza con numeri e bilanci, perciò è stata scelta per sostituire Claudio Carozzi nel ruolo di tesoriere nazionale. La sua prima reazione, da donna avveduta qual è, è stata: «Ma ce la farò?». Noi siamo certi di sì, con il sostegno di Claudio e del CdA: Emi porta l’entusiasmo di una persona entrata in Fede e Luce “solo” cinque anni fa (grazie all’amicizia con Carlo Gazzano e la moglie Gabriella) e conserva tutta la freschezza necessaria in questo tempo congelato. Salvatore, invece, a dispetto della tenera età, è un veterano del movimento: uno dei tanti pulcini della nidiata di don Vito Palmisano a Monopoli, sul finire degli anni Ottanta. In tanti lo conoscono perché ha già fatto parte del CdA e ha quel bagaglio di esperienza che sarà sicuramente utile all’equipe provinciale.

Vito Giannulo

Redazione

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