Vederli migliorare

La Cooperativa Intervento nasce come volontariato negli anni ’70, fino a coinvolgere duecento ragazzi. Il movente generale è umano: aiutare questi bambini, vederli migliorare, vedere le famiglie riaprirsi.
Vederli migliorare
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 40 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.
La fondatrice Carla Piccoli Dal Maso, insieme a Cristina Baso fisioterapista e a Laura Pettenò psicologa nel Centro, raccontano la storia e le caratteristiche della Cooperativa Intervento Questa impresa nasce come volontariato negli anni ’70, fino a coinvolgere duecento ragazzi. Il movente generale è umano: aiutare questi bambini, vederli migliorare, vedere le famiglie riaprirsi. Ognuno poi ha la sua fede o il suo credo politico, ma questi non sono mai stati oggetto di discussione, e finora non è mai «andato via» nessuno. «Per me — dice Carla Piccoli — che sono mamma e nonna, un figlio è sempre un figlio, quale che sia la sua condizione. Credo che abbia in ogni caso diritto alla vita, a crescere in tutto quel che la vita gli ha dato. Rifiuto il “mollare”. Crediamo profondamente nel metodo che applichiamo, ci ha dato tanti risultati, spesso più di quelli che ci aspettassimo: è troppo importante per i bambini perché possiamo gestirlo con superficialità. Perciò lo difendiamo con le unghie e con i denti». Purtroppo — sottolineano — ci portiamo dietro il nome del metodo Doman, di «quelli delle dieci ore il giorno di lavoro». Il metodo Delacato invece è applicabilissimo come modi e tempi di lavoro. Alla nascita la cooperativa seguiva otto bambini. Il suo primo lavoro è stato portare nelle scuole quella parte del metodo che riguarda i problemi di apprendimento. La maggior difficoltà ci viene dalla incomprensione degli enti pubblici. Nessuno di noi, conoscendo fino in fondo i problemi di una famiglia toccata dall'handicap, può chiedere la somma che sarebbe logico chiedere. E pensare che con una convenzione come quelle fatte con un qualsiasi centro medico-psico-pedagogico, noi potremmo lavorare con tranquillità e con un così alto numero di bambini! Ma le difficoltà non hanno ridotto il nostro entusiasmo, anzi abbiamo voglia di ampliare, di conoscere sempre di più. I nostri progetti e le speranze? Stiamo cercando una sede più grande per offrire alle famiglie di qui di fare il lavoro con i bambini insieme ai nostri volontari, come facevamo un tempo. Abbiamo in mente di aprire altri centri come questo, ma sempre sotto il nostro controllo, perché il metodo è troppo valido e importante per tentare di trasmettere in un corso di formazione di alcuni giorni quel che abbiamo imparato in anni di lavoro e di studio e che ancora stiamo imparando. «Io — specifica Carla Piccoli — da dieci anni traduco i libri di Delacato e gli faccio da interprete quando viene in Italia, in cambio della formazione dei nostri operatori». Quel che malgrado tutto ci spinge e incoraggia — concludono — sono i risultati: vedere il bambino cambiare, vedere la famiglia riacquistare speranza. Quel che invece ci rattrista e ci riempie di rabbia è vedere i bambini con difficoltà marginali schiacciati o avviati per tristi strade dalla incomprensione e dalle difficoltà inutili opposte loro dall’ambiente.

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Cooperativa Intervento È nata nel 1978 sulla base di un’esperienza di volontariato cominciata nel 1970. Si occupa delle persone con lesioni cerebrali, danni genetici, ritardi mentali per cause sociali (compresi spastici gravi e autistici). Attualmente segue circa 400 bambini di tutta Italia, qualcuno proveniente anche dall’estero. Questo Centro di Consulenza Terapia Riabilitazione è l’unico fuori degli Stati Uniti ad applicare autonomamente il metodo del prof. Carl H. Delacato, che peraltro viene tre volte l’anno. In altri centri, a Barcellona, Bonn, Kobe, in Israele, Delacato opera personalmente. Il metodo Delacato ha origine dal metodo Doman Delacato, ma poi se ne è distaccato completamente, Il lavoro del centro Preso un appuntamento, i genitori vengono con il bambino. Nell’incontro, che dura circa due ore, il bambino viene valutato; segue il colloquio con i genitori; quindi la discussione dell' equipe formata da medico, psicologo e fisioterapista per definire il lavoro che i genitori dovranno fare col figlio. In caso di necessità intervengono altri specialisti consulenti (neurologo, neuropsichiatra infantile, optometrista, ecc.) alcuni che vengono in sede, altri ai quali il bambino viene mandato. Il lavoro è alla portata dei genitori: può durare da mezz’ora a due ore il giorno nei casi più gravi. Quando è possibile si mettono i genitori in contatto con gruppi di volontariato o cooperative per avere un aiuto nell’esecuzione del lavoro. Seguono le visite successive, ogni due-quattro mesi, nelle quali si valutano i progressi e si definiscono eventuali cambiamenti nel programma di lavoro. La cooperativa offre anche un servizio gratuito di consulenza telefonica per le scuole, specie per le maestre di sostegno. Infine, si tengono corsi per operatori, su richiesta dei Distretti Scolastici e delle Unità Sanitarie Locali. La Cooperativa Intervento non ha sovvenzioni né convenzioni degli enti pubblici, perciò fa pagare i suoi servizi, ma assai meno di quanto costerebbero se il fine fosse il lucro. Vi lavorano otto operatori, non assunti ma pagati (meno di quanto sarebbe giusto per il loro livello di specializzazione). Gli altri soci, compresa la presidente e fondatrice Carla Piccoli Dal Maso, per statuto prestano la loro opera gratis. Per avere maggiori informazioni sulla Cooperativa Intervento oggi, leggi qui di Sergio Sciascia, 1986
Sergio Sciascia

Sergio Sciascia

Sergio Sciascia, nasce a Torino nel 1937 ma si trasferisce a Roma con la famiglia pochi anni dopo. Fin da piccolo manifesta una spiccata passione per lo scrivere e per il capire le cose che lo…

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