Uomo del Regno

Uomo del Regno
Jean Vanier in una foto d'epoca

Quattrocentoventotto pagine: tante sono quelle che compongono, nella traduzione italiana, Il Regno di Emmanuel Carrère, poderosa inchiesta sul Vangelo di Luca che lo scrittore francese conduce (secondo lo stile che l’ha reso famoso) alternando ricerca storica e racconto autobiografico. Non cristiano – sebbene per un periodo della sua vita lo sia stato – Carrère indaga la sostanza dell’annuncio evangelico. A tratti appassionante, divertente e capace di interrogare la fede di chi legge, a tratti fastidioso e impervio, man mano che ci si avvicina alla fine l’amaro in bocca aumenta. Perché (si chiede Carrère) se il centro del messaggio cristiano è la risurrezione, chi sono, dove sono – se ci sono – i cristiani che davvero vivono credendo che il Figlio dell’uomo sia tornato alla vita dopo tre giorni? Carrère non sembra trovarne traccia concreta. Poi, improvvisa come una fune inattesa capace di strapparci alle sabbie mobili, la svolta. «Va a finire – si legge infatti a pagina 421 – che mi ritrovo nel salone di una fattoria ristrutturata». E dopo aver passato del tempo in quel luogo, cantando e ballando con persone mai viste prima e di cui sa solo che «nessuno li invita mai da nessuna parte», Carrère confida: «Devo ammettere che quel giorno, per un attimo, ho capito che cos’è il Regno». Non ho mai chiesto a Jean cosa abbia pensato leggendo queste pagine che raccontano l’incontro, o meglio lo scontro di Carrère con l’Arca e con Vanier, descritto come un uomo «molto anziano, molto alto, molto attento, molto dolce e, lo si vede, molto buono». Sono certa però che sia impossibile un riconoscimento umano più strepitoso: aver dimostrato, con il frutto della propria vita, a un non credente che il Regno di Dio esiste. Ed è a Vanier, uomo di Dio e del mondo scomparso un mese fa, che dedichiamo questo numero speciale di Ombre e Luci. Speciale perché la foliazione è stravolta, le rubriche sono saltate, esattamente come stravolte sono state le nostre vite e saltati i nostri parametri dopo averlo conosciuto. A partire, innanzitutto, dalle sue opere – l’Arca e Fede e Luce.

Giulia Galeotti

Giulia Galeotti

Dopo il post dottorato e tanti lavori, Giulia ha iniziato a collaborare con diverse testate, prima di fermarsi all’Osservatore Romano, dove dal 2014 è responsabile delle pagine culturali e dal 2019…

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