Un figlio per cinque giorni

Un figlio per cinque giorni
Le recensioni di Ombre e Luci
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Anche il dolore va donato e condiviso. Per questo, Mauro Bartolo, medico, padre di un bambino adottivo per soli cinque giorni, ci racconta il suo dolore, perché da esso nasca amore ed altri Kim Sool (il nome del bambino) trovino altre famiglie.

Le storie raccontate nel libro sono due: quella del padre, più lunga, e quella del bambino, tanto attesa dal lettore, breve, ma intensa. Con uno stile molto scorrevole e piacevole si legge tutto d’un fiato: dall’infanzia dell’autore, appassionato d’aerei, ai chiaro-scuri della sua professione di medico, colti con profonda umanità, senza retorica, fino al suo matrimonio con la donna che promuoverà l’idea dell’adozione. Mauro Bartolo ha saputo descrivere lo sgomento, la paura, le indecisioni di un padre cui viene proposto di adottare un bambino. E dopo la rapida e dolorosa storia di questo figlio, ha saputo dire a tutti, con forza, quanto un figlio adottivo sia figlio più che mai: «... perché è figlio della mia mente e del mio cuore, è figlio della mia scelta, è figlio della mia cultura e della mia conoscenza'... Non è il figlio di un momento... anche se meraviglioso... è il figlio dell’eternità da dove vengo e dove andrò».

Lo può dire, lui, dopo la sua esperienza e lo comunica a noi come messaggio di speranza, non solo di dolore.

A.C.

Redazione

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