Assisi per Fede e Luce è sempre un luogo un po’ speciale, per tanti motivi. Anzitutto perché lì si respira il clima dell’esperienza spirituale di Francesco, un uomo che ha scelto di affidare a Dio la sua vita, nell’umiltà e nella povertà, un uomo che ha scelto di farsi “piccolo” e per questo lo sentiamo così vicino alla nostra esperienza a Fede e Luce.
Ma anche per me personalmente, per la mia vocazione, Assisi è uno dei luoghi in cui sento di avere le mie radici. Ma la mia vocazione e il cammino a Fede e Luce sono molto intrecciati. La mia prima volta ad Assisi con Fede e Luce è stata nel 1985, il pellegrinaggio in cui abbiamo invitato il cardinale Martini a parlare ai genitori, io ero ancora in seminario.... ma è stata una esperienza bellissima. Così pure nei pellegrinaggi successivi, ogni volta una occasione unica per condividere il cammino, le fatiche e le speranze.
Infine quest’ultimo pellegrinaggio 2015, che ci ha fatto passare da Roma per poi tornare ancora una volta nella città di Francesco; qualcuno ha suggerito anche di vederlo come un cammino da Francesco di Roma, il Papa, a Francesco di Assisi, il santo... ed è stato davvero un “viaggio spirituale”.
Roma ha voluto dire sentirsi in cammino con tutta la chiesa, grazie anche a questo papa che ha più volte dimostrato una vicinanza e una attenzione davvero speciale per i nostri ragazzi. Assisi ci ha aiutato in tanti modi a ritrovare la forza e la fiducia nel nostro cammino personale e per le nostre comunità, soprattutto per il tema scelto: “Coraggio sono io”, cioè le parole che Gesù dice ai discepoli che si trovano nella tempesta sul lago di Tiberiade e credono di vedere un fantasma.
Ciò che mi è rimasto nel cuore, anche dopo qualche mese, sono due cose in particolare, tra le tante che abbiamo vissuto insieme: anzitutto le parole e il sorriso del Vescovo di Assisi, Domenico, che ci ha accolto, ha vissuto con noi la veglia di preghiera e ha celebrato la messa finale. Un uomo che ci ha fatto sentire a casa e che si è sentito a casa con noi.
L’altro momento che mi è rimasto nel cuore è la veglia di preghiera nella basilica di san Francesco in cui attraverso le immagini, il mimo e i canti, abbiamo potuto riconoscere le nostre paure e soprattutto abbiamo potuto affidarle alle mani di Gesù, per lasciarci liberare il cuore e la vita. Gesù ripete il suo invito a riprendere coraggio, a non lasciarsi gettare a terra dalle difficoltà, a riconoscere la sua presenza: Coraggio sono io.
Ora che la vita quotidiana è ripresa a pieno ritmo, quello che abbiamo vissuto ad Assisi è ancora più prezioso ed è importante custodirlo nel cuore. La presenza di tanti amici e la gioia di quei giorni vogliamo che siano davvero per tutti noi la “riserva” a cui attingere nei momenti di stanchezza e di solitudine, portando nel cuore il sorriso e la benedizione di papa Francesco che in piazza S. Pietro ha potuto avvicinare parecchi di noi, così pure la semplicità e la bellezza dei luoghi di S. Francesco, che ispirano sempre molta pace e molta serenità.