Si chiama Sara

La testimonianza di David ed Helen che hanno adottato Sara, una decisione maturata durante l'esperienza di volontariato in Madagascar
Si chiama Sara
Foto archivio Ombre e Luci
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Dopo il nostro matrimonio, col passare dei mesi e soprattutto dopo analisi mediche, abbiamo realizzato che per noi sarebbe stato molto difficile avere dei bambini. Quindi, senza passare dalla fecondazione in vitro, ci siamo orientati verso l’adozione.

Questa decisione è stata facilitata dal fatto che da quattro anni ci troviamo in Madagascar come volontari. Come gli altri, abbiamo incontrato psicologi, assistenti sociali e altri specialisti con l’intento di ottenere l’idoneità all’adozione da parte dello stato malgascio.

Contemporaneamente siamo capitati “per caso” sul sito Emmanuel-Adoption e inoltre sul libro “Questi bambini che nessuno vuole” (Jean-Maurice Verdier, Ed. Dunod, 1997). Siamo stati toccati nel cuore, ma tenendo conto della nostra giovane età e della nostra mancanza di esperienza in campo genitoriale, ci siamo detti: “ perché non più tardi… dopo aver avuto altri bambini...?”

Una sera ricevemmo una mail dalla responsabile delle adozioni: “ E’ vero che siete aperti ad un bambino particolare, cioè con handicap?”
Così è successo che quel nostro progetto vagamente accennato con l’assistente sociale per la nostra idoneità, ci tornasse…

Lunghe riflessioni, preghiere affidate a San Giuseppe e al nostro santo preferito, Don Bosco, chiedendo che si facesse la volontà di Dio, paura, ma anche attrattiva inspiegabile… tutto si mescolava.

Siamo tornati ad incontrare l’Autorità per l’Adozione in Madagascar, decisi ad annunciare la nostra intenzione di aprire la nostra casa ad un bimbo piccolo con trisomia 21. Prima che prendessimo la parola però, il responsabile ci annunciava: “ Ecco… avremmo una bambina di due anni e mezzo, Down”.

Sara era nata il 16 agosto, come Don Bosco, la settimana nella quale noi eravamo sbarcati in Madagascar! Ormai da un anno e mezzo condivide la nostra vita. Vi potrà sembrare banale e scontato, ma Sara è una gioia quotidiana. Certo ci capita di paragonarla ad altri bambini della sua età, certo non tutto è sempre facile, certamente ci saranno delle difficoltà… la vita con Sara, la vita con un bambino Down è, a nostro avviso, né più dura, né più facile… è solo diversa, piena di bellezza.

David ed Helen, 2012

O&L N.189

Redazione

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