Per la forza delle immagini, del racconto lirico e per le illustrazioni nella lingua dei non udenti, Repubblica sorda è una lettura che emoziona. La storia si svolge in un tempo indefinito e in un luogo immaginario, la città di Vasenka, crogiuolo di due mondi in apparenza molto lontani, l’ex Unione sovietica e gli Stati Uniti, improvvisamente occupata da un esercito che si sente legittimato a possedere la vita degli abitanti. Immersa in una sordità collettiva, la popolazione cercherà di sopravvivere a soprusi e violenze, reinventandosi un linguaggio, quello dei segni. Nel libro Kaminsky (non udente fino a 16 anni, nato in Ucraina ed espatriato adolescente negli Usa) fonde le contraddizioni e le ansie di entrambi questi mondi. Un’epica contemporanea in cui la sordità è rielaborata come valore aggiunto. È il nuovo modo di stare insieme di una minoranza politica che nonostante tutto sprigiona energia vitale.
Repubblica sorda – Recensione
Un’epica contemporanea in cui la sordità è rielaborata come valore aggiunto. È il nuovo modo di stare insieme di una minoranza politica che nonostante tutto sprigiona energia vitale.
Copertina di Repubblica sorda (La nave di Teseo, 2021)
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