Lo schietto titolo del libro è quello di un duetto coinvolgente che Damiano e Margherita Tercon hanno realizzato per una performance televisiva di talenti e del quale, leggendo, scopriamo i motivi lontani e vicini.
In Mia sorella mi rompe le balle (Mondadori, 2020) il duetto racconta in chiave ironica cosa vive un uomo come Damiano - cantante lirico- nella condizione della sindrome di Asperger, una della tante possibilità della sindrome autistica. Il ruolo di spalla viene interpretato pregevolmente da sua sorella Margherita. Il libro nasce proprio sull’onda del successo riscosso nello spettacolo televisivo e ha il compito, molto più interessante della performance stessa, di farci conoscere come questa sia nata. Le voci di Margherita e Damiano si alternano, ripercorrendo gli anni della scuola e quelli successivi, lasciando emergere le difficoltà e le debolezze di ciascuno ma anche i loro punti di forza. Sarebbe stato facile perdersi in un percorso costellato da una sindrome di Asperger riconosciuta in Damiano solo dopo i 20 anni, dai gravi episodi di bullismo che ha subìto o dai disturbi alimentari con cui Margherita non ha mai smesso di confrontarsi… ma “non è detto che le cose debbano sempre andare a finire male, anche se, a volte, sembra l’unico scenario possibile”: sono invece “i modi di reagire al mondo e a ciò che capita” a fare la differenza. Differenza che emerge nel riuscire a raccontare con incredibile “leggerezza” quel che leggero non è affatto: l’umorismo innato e le iperboli descrittive di Damiano (che con la sua varietà e proprietà lessicale avrebbe decisamente dovuto guadagnare qualche riconoscimento in più dai vari prof descritti, come sottolinea la ragazza che lo aiuta a casa con i compiti) riescono a strappare sorrisi nonostante si riferiscano a momenti davvero difficili della vita, non solo scolastica, di Damiano. Margherita riesce a leggersi dentro e raccontare i suoi personali capitomboli con mano leggera e consapevole: le sue fragilità emergono con la crescita, come accade in tanti altri casi simili al suo, ma sembra proprio che il rapporto con il fratello, molto franco e alla pari, le dia la chiave per uscire da una spirale difficile.
Ciascuno ha il suo zaino da portare per affrontare la montagna che ha di fronte ma, ognuno con il proprio passo, godono pienamente della presenza dell’altro, accettando i loro ritmi diversi, scegliendo i momenti in cui una sosta e un confronto, uno negli occhi dell’altro, fa emergere la forza di affrontare impervi passaggi. Interessante poi non sentire che lontane le voci dei genitori: solidi e presenti rimangono distanti nello scorrere della storia che comunque riguarda Damiano e Margherita. Se meritato è stato l’applauso del pubblico dello spettacolo televisivo, lo sarà ancor di più quello del lettore che coglie in pieno questa loro vitale e complice diversità.
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