Un’adolescente dialoga con la sua ombra. Dapprima non la sopporta, ma poi, col tempo, impara a conviverci e a recepire, grazie a essa, che «nessuno di noi è uguale a un altro» e che ognuno è unico a modo suo. È questo il libro che Agnese Spotorno ha scritto per raccontare se stessa: la famiglia, la scuola, gli scout, Genova, lo sport, il mare della Corsica e sì, l’ombra dello spettro autistico che amplifica qualsiasi emozione («Io sento più degli altri: è come avere orecchie giganti, ma sul cuore») e porta a «essere giudicati con una certa frequenza» da quel mondo che non riesce a percepire la profondità delle cose. Pagina dopo pagina, si ha dunque la possibilità di entrare nell’universo dell’autrice (a conclusione del volume, presente il Glossario di Agnese), che oggi frequenta le scuole superiori e ha raggiunto, nonostante le difficoltà e molto probabilmente l’incredulità di quel “mondo altro”, tanti risultati. Primo tra tutti – lo si accennava – aver capito che la compagna di viaggio che l’ombra è, equivale a possedere «un grande patrimonio». Diversità è ricchezza.
Ragazza Aspy di Agnese Spotorno - Recensione
La famiglia, la scuola, gli scout, Genova, lo sport, il mare della Corsica e sì, l’ombra dello spettro autistico che amplifica qualsiasi emozione: il libro di Agnese Spotorno
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