Nei miei anni a Fede e Luce a oggi, ho partecipato sia alle elezioni dei coordinatori di comunità sia a quelle dei vicecoordinatori provinciali in qualità di occhio esterno, cioè di persona scelta e incaricata di seguire l’andamento della scelta e delle votazioni. Un rito sempre uguale e sempre diverso.
Alcune comunità votano in mezza giornata, altre invece preferiscono «salire sul monte» volendo un tempo più lungo per condividere una scelta che, nel bene e nel male, avrà un grosso impatto sulla comunità nel suo complesso. San Gaetano di Roma ha optato per un intero fine settimana a Morlupo: due giorni per fermarsi, ringraziare il giovanissimo coordinatore uscente, Nicolò, e pensare bene a chi affidarsi per il futuro.
In vista del conclave della domenica, la comunità ha ascoltato la preziosa testimonianza di Nanni, fratello di Chicca e figlio di Mariangela (da cui è nato tutto quello che viviamo nelle comunità italiane), che ha ricostruito – oltre al suo cammino di fratello e di amico – il percorso umano e spirituale dal buio alla luce di sua madre, la svolta di Lourdes, il propagarsi di quel sorriso ritrovato a tante altre famiglie, culminato nella nascita di Fede e Luce in Italia. Nanni ha il carisma della parola, ed è sempre un dono poterlo ascoltare.
Piuttosto che elencare tutto quello che un coordinatore o una coordinatrice di comunità è tenuto/a a pensare, osservare e fare, si è scelto di iniziare la decisiva giornata di domenica con il gioco dei mimi. Ogni parola da indovinare (scelta tra arti, mestieri e professioni) voleva essere il segno di una qualità auspicata per il nuovo coordinatore: direttore d’orchestra (organizzazione), prestigiatore (di allegria), architetto (di visione), fisioterapista (di fiducia), artista (di creatività), ricamatore (di pazienza), orafo (di amicizia), maratoneta (di costanza), contadino (di umiltà), musicista (d’ascolto) e maestro (di tenerezza).
E così, disegnato l’identikit, si è votato una prima volta. Tra tutti i nomi usciti (tanti davvero, quasi tutti quelli degli amici e dei genitori della comunità), tre spiccavano per numero di preferenze. Mi stupisce sempre il fatto che – sebbene amiche e madri siano numericamente superiori ad amici e padri –, a Fede e Luce siano spesso gli uomini a essere più votati. E così è stato anche per San Gaetano. Al discernimento sono andati due amici e un padre, tutti ultra cinquantenni dal profilo netto e il carattere definito.
Il discernimento è stato articolato e approfondito: ragazzi, genitori e amici hanno davvero vivisezionato i tre profili, sviscerando con acume e tenerezza pro e contro, pensando tanto al bene della comunità quanto a quello dei candidati. Dopo tantissime votazioni e dopo un testa a testa veramente serrato, Francesco e Stefano (i due amici) si sono arresi alla chiamata e, prima ancora che potessi annunciare il risultato dell’ennesima votazione, hanno comunicato di accettare di svolgere insieme questo servizio per la comunità. Delicato e presente l’uno, vigoroso e netto l’altro.