Il Natale, come ogni anno, ci propone una riflessione sulla nascita di Gesù e sull’accoglienza che gli fecero i suoi genitori, gli angeli, i pastori, i Magi e via via gli uomini nel corso dei secoli. Natale è sempre attesa, accoglienza, dono.
Queste tre parole sono risuonate in me alla lettura del piccolo libro “La forza di una vita fragile". Storia di una bambina che non doveva nascere” scritto dalla sua mamma.
“Chi accoglie uno dei miei piccoli, accoglie me” e, aggiungo io, vive il Natale.
Non voglio con le mie parole, che tradirebbero facilmente l'emozione suscitata dalla lettura di questa storia vera, parlarvi di Philippine che non doveva nascere ma che ha oggi sette anni. A chi in questo periodo segnato da un troppo lungo dibattito su Eluana Englaro, si è posto tante domande sulla vita e sulla morte; sul senso di una vita apparentemente inutile; sul mistero che circonda tante persone apparentemente non vive come le vorremmo...consiglio di leggere le parole di questa mamma di 32 anni che, sorretta dal marito, dagli altri due figli e dalla fede, ci dice con forza e convinzione come il mistero di Philippine sia più grande di noi e ci imponga il silenzio e l'adorazione che sono il dono più bello che ci porta il Natale di Gesù, fatto uomo in mezzo a noi.
Così scrive una zia di Philipine, 24 anni:
...ciò che mi meraviglia in Philippine, è il suo essere “inutile”, incapace di fare alcunché, e tuttavia, vedere quanto lavora! Philippine ha la capacità di trasformare le persone che le stanno attorno, di risvegliarle, di aprire i loro cuori e questo è veramente straordinario; è in questo che io vedo che è stata creata a immagine di Dio
Mariangela Bertolini, 2008