“Nonno, è così brutto essere diversi?”

Estratto da “Giulia non è bella di Mary Rapaccioli Ed. Barti, 1992
“Nonno, è così brutto essere diversi?”
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“A volte, si, perché, vedi, Ale è più facile giudicare le persone per quello che vediamo. Io pianto i fiori e le verdure nell’orto, anche con te l’ho fatto tante volte. Pianto un seme e mi aspetto una pianta. Sulla busta dei semi c’è su un pomodoro rotondo, così io aspetto una pianta di pomodori per l'insalata. Poi, però, scopro che c'è una piantina diversa. Le foglie sono più lunghe, magari sarà più debole, o più forte. Su di lei si posano sempre le farfalle... Ma io volevo i pomodori. Allora posso tirare via la piantina, strapparla o non annaffiarla più, farla soffrire e non saprò mai quale frutto diverso preparava per me.

Oppure, posso aspettare, rispettare, aiutare a crescere. Magari non darà mai frutti, magari i suoi frutti saranno buonissimi ma di colore e forma diversa.

Essere diversi è saper gia in partenza che non sarai uguale al disegno che c’è sulla bustina dei tuoi semi, sarai diverso da quello che gli altri si aspettavano da te. Sarai una sorpresa, nel bene e nel male. Giulia è così, è diversa ma sarà un frutto dolce e succoso e buono e bello solo se verrà curato, amato, protetto. Non tutte le persone lo capiranno.

Perché le cose diverse, le persone diverse cambiano il nostro modo di pensare, ci danno frutti inaspettati, ci chiedono attenzioni nuove. Giulia è diversa e solo il tempo ci dirà in che modo sarà veramente diversa. Noi dobbiamo fare con lei come con la piantina sconosciuta e più debole: curarla con amore. E lei crescerà”.

Da “Giulia non è bella di Mary Rapaccioli Ed. Barti, 1992

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