Un festival del cinema, per sua stessa natura, è una manifestazione deputata al piacere della visione. Non vedere è il limite apparentemente insuperabile: vale per il cinema, come per la fotografia. Eppure quest’anno, alla Festa del Cinema di Roma, abbiamo condiviso la proiezione di un film assieme ad alcune persone non vedenti, protagoniste del documentario Not everything is black, nella sezione collaterale Riflessi. Il giovane regista Olmo Partenti ha avuto un’idea semplice ma rischiosa: dare una macchina fotografica a sei persone che non vedono, e seguirle in giro per il mondo mentre sfruttano gli altri sensi a loro disposizione per riprendere ciò che li incuriosisce. I non vedenti percepiscono ciò che li circonda attraverso suoni, rumori, odori, sensazioni. Quando puntano l’obiettivo della macchina fotografica, lo fanno consapevolmente: raccontano a parole ciò che sono convinti di immortalare in foto che non vedranno mai, ma che hanno immaginato a modo loro.
I sei protagonisti, nel girovagare per le città alla ricerca di soggetti interessanti, raccontano anche chi sono e come vivono la loro disabilità. Il milanese Manuele dimostra una straordinaria capacità di comprendere gli esseri umani; il newyorchese Michael attraversa senza paura le caotiche strade della metropoli americana con la sfrontatezza e l’allegria con cui affronta la vita; i madrileni Carmen e Chema sono una coppia affiatata da quando hanno trovato forza l’uno nell’altra; il libanese Ramy, vittima di un incidente di caccia da bambino, accetta i suoi problemi sorretto da una fede incrollabile; la giovane psicologa turca Bahir racconta che la sua malattia è stata anche la sua fortuna perché – anziché doversi sposare a 15 anni come le altre ragazze del suo paese – ha potuto studiare, vivere da sola in città, viaggiare, essere indipendente.
Sono tutti così abili nel raccontare come percepiscono il mondo, che le loro parole permettono agli spettatori di immaginare come sono venute le loro fotografie senza neppure verificare il risultato effettivo. Chi è interessato a scoprire questi scatti, però, li può trovare sul sito noteverythingisblack.com.