Non perdere di vista Enza

Non perdere di vista Enza
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Conoscevamo poco Enza, prima del campeggio di quest estate ne sentivamo solo parlare e le voci non erano molto incoraggianti; Enza non veniva quasi mai accompagnata alle feste per paura che potesse far del male a qualcuno.

Finalmente labbiamo conosciuta.
Enza è sempre in movimento, cammina, salta, sta seduta per poco tempo; a volte urla specialmente quando è innervosita o felice, è buffa quando si esprime nel suo linguaggio gestuale. E golosa nel mangiare, generosa, curiosa e a volte prepotente e manesca; con quelle sue manone dà delle carezze tenerissime. Enza si sveglia presto alla mattina e non la si può perdere mai di vista... altrimenti consuma una tonnellata di sciampo per farsi bella, una bellezza soprattutto interiore che traspare dai suoi occhioni azzurri quando rimane assorta come in ascolto di qualcosa. Speriamo tanto che Enza sia stata bene in campeggio con noi come noi lo siamo stati con lei e con la sua famiglia, che un paio di volte presa dallo sconforto avrebbe voluto andarsene e lasciarci così senza una guida preziosa come lo è stata Enza in quei giorni per noi. Non perdere di vista Enza, infatti, è uno dei modi migliori per non perdere di vista Gesù, ce ne siamo accorti soprattutto seguendola nel suo cammino verso la sua Prima Comunione: grazie a lei ognuno di noi ha riscoperto il valore dellmcontro con Lui.

Due giovani amici del Gruppo Gratosoglio (MI), 1994

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Redazione

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