Lo straniero

Questa riflessione è stata scritta da una persona anziana che ha voluto rimanere anonima. Nel secolo della mondializzazione, è il caso di riflettere sulla parola “straniero”. (Alleluia - Arche. - tradotta da Valeria Moritesi)
Lo straniero
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 20 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.

Lo straniero
Facile da pronunciare
e difficile da accettare,
facile da dire,
difficile da vivere.
Sulla terra, da millenni,
ancora sospettiamo
lo straniero.

Lo straniero
Non è sempre
chi viene da lontano.
Purtroppo, le sue attitudini
ci alterano le abitudini.
Il colore della pelle,
una diversa educazione,
hanno il dono di spaventarci,
fa venire i brividi.

Lo straniero
è quello che non conosci,
che incroci per la strada,
che incontri qua e là,
forse è un coinquilino.

Lo straniero
è magari quello
che non conosci affatto
che è entrato da te
portato dall’Amore;
forse tuo marito.

Lo straniero
è “l’incomprensione”
fra genitori e figli,
tra nonni e nipoti.
Portano dissensi
e partono delusi.
Non torneranno più...
Ci lasceranno, una volta lontani,
come eterni stranieri.

Lo straniero
è anche mio fratello
che noi dovremmo amare;
veniamo dallo stesso Padre
Iddio che ci ha creato.
Ma come potremo
essere fratelli
se per molti sulla terra
Dio è diventato
l’eterno straniero?

Alleluja - Arche
(Traduzione di Valeria Montesi)

Redazione

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