L'iniezione di Uscobupt

Dopo la tappa estiva eccoci a riprendere il cammino ma c'è in tutti — più o meno — un senso di depressione, di mancanza di fiducia, l'impressione di non farcela...
L'iniezione di Uscobupt
Foto di Steve Johnson su Unsplash
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 20 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.

Dopo la tappa estiva eccoci a riprendere il cammino. C'è nell'aria e in ciascuno di noi un po' di malumore come spesso accade quando ci si lascia alle spalle giornate piene di sole, di aria buona, di acqua di mare. Tocca ricominciare: rituffarci nel traffico, riprendere il lavoro; bollette sempre più care da pagare; attese e file di ogni genere...

C'è anche un po' di delusione in noi: in vacanza avevamo dimenticato la fatica che ci vuole per tollerare certe persone, per sopportare la loro presenza. Ma ancora siamo delusi di noi stessi: ad ogni anno che passa ci sconcertiamo sempre di più di fronte ai nostri limiti, alle nostre insufficienze. Si evidenziano in noi i rimorsi per quanto non abbiamo fatto o fatto male. Speravamo di avere imparato l'accettazione di noi stessi e invece...

All'inizio di ogni ripresa, c'è in tutti — più o meno — un senso di depressione, di mancanza di fiducia, l'impressione di non farcela. E mentre annaspiamo alla ricerca di quel qualcosa che ci tiri su, ci si apre davanti agli occhi uno scenario poco confortante, per non dire avvilente. Spesso ci imbattiamo in volti seri, nervosi, sbiaditi, rabbiosi: passanti scortesi, commercianti sgarbati, colleghi lamentosi. Perfino in chiesa, dove ti rifugi alla ricerca di conforto, incroci persone compassate, troppo serie, incapaci di manifestare quella fratellanza che ti starebbe a cuore trovare. Non mi riferisco qui agli avvenimenti drammatici che ogni giorno ci lasciano a dir poco sbigottiti e che richiedono una sofferta, silenziosa partecipazione.

E allora? Come fare per risollevare la testa e riprendere il cammino con fiducia e serenità?

Ci vuole una buona iniezione di USCOBUFPT, da farsi ogni mattina al risveglio. Che cos'è? L'ho inventata io, qui seduta davanti ad una distesa di verde e di azzurro. L'ho inventata per me e per tutti voi se vi fidate. USCOBUPT sta per “Un Sano Contagioso Ottimismo e Buon Umore per Tutti”.

Come si prende? Come ogni medicinale, con la volontà di guarire dal disturbo o dalla malattia.

Quando? Al risveglio ma a volte è necessario ripetere l'operazione due o tre volte al giorno:

Ha controindicazioni? Nessuna, in modo assoluto e può essere somministrata a tutte le età.

Quali gli effetti?


  • In generale riporta il sole e il colore del mare nelle nostre grigie giornate.

  • Evita il contagio con chi avviciniamo, spesso persone malate in modo cronico di pessimismo e di scoraggiamento.

  • Per osmosi penetra in chi accostiamo: marito, figli, amici, colleghi, sconosciuti...

  • Poco per volta ci abitua a considerare con gratitudine tutti i “beni” e le “meraviglie” di cui siamo circondati e nutriti.

  • In alcuni pazienti si è riscontrata una tendenza al riso e al sorriso (non quello stereotipato ma largo e luminoso) e una disposizione cantare.

  • Nel giro di pochi giorni distoglie dal ripiegamento su di sé e sulla propria sorte e facilita l'incontro spontaneo e generoso con gli altri.

  • Dopo un mese si avverte una forza vitale scaturire dal di dentro: la forza di sperare, di tenere alta la testa di fronte ai fallimenti, alla forza di godere la vita in pienezza nonostante le avversità.

Vi pare poco? Dimenticavo: è gratuita ma perché abbia veramente effetto bisogna acquistarla dal Buon Dio.

di Mariangela Bertolini, 2004

Mariangela Bertolini

Mariangela Bertolini

Nata a Treviso nel 1933, insegnante e mamma di tre figli tra cui Maria Francesca, Chicca, con una grave disabilità. È stata fra le promotrici di Fede e Luce in Italia. Ha fondato e diretto Ombre e…

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