L'estate in cui mia madre ebbe gli occhi verdi | Recensione

La recensione del romanzo di Tatiana ȚÎbuleac (Keller, 2023)
L'estate in cui mia madre ebbe gli occhi verdi | Recensione

Duro, poetico, meraviglioso: tre aggettivi per L’estate in cui mia madre ebbe gli occhi verdi di Tatiana Tîbuleac, romanzo in cui Aleksy ricorda l’ultima estate trascorsa con sua madre. L’ultima, ma anche la prima, perché i due per decenni, dopo la morte dell’amatissima figlia/sorellina, sono stati nemici. Da allora, la donna si è macerata rabbiosa nel ricordo, dimenticandosi di essere madre non solo di una bimba morta, ma anche di un figlio vivo. Poi, dopo anni di odio, in quell’ultima estate tutto si ricuce. Per Aleksy seguiranno tempi ancora bui, altra violenza, ricoveri, manicomi, le ore di arteterapia, il successo come pittore, finché un medico gli consiglia di rivivere quel periodo trascorso con la madre nel tentativo di superare il blocco creativo che sta vivendo: inizia così il racconto di come l’odio di decenni sia diventato tre mesi in cui risentimento e impotenza sono stati trasformati in amore e dialogo.

Giulia Galeotti

Giulia Galeotti

Dopo il post dottorato e tanti lavori, Giulia ha iniziato a collaborare con diverse testate, prima di fermarsi all’Osservatore Romano, dove dal 2014 è responsabile delle pagine culturali e dal 2019…

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