Le condizioni per una scuola così

Le condizioni per una scuola così
(foto archivio Ombre e Luci)
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 40 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.

I bambini con handicap e non, vivono e studiano insieme e ognuno impara e cresce secondo le proprie capacità.

Questo potrebbe sembrare naturale e normale, ma per chi invece di accontentarsi di parole si impegna nell'azione, non lo è per niente. Come mai?
Secondo l'esperienza del Centro scolastico riabilitativo Medaglia Miracolosa, un'integrazione che sia davvero viva ed efficace può realizzarsi se esistono delle condizioni precise; di queste alcune sono di carattere strutturale .


  • Il numero degli alunni ridotto (circa una diecina) per classe.

  • La durata: scuola a tempo pieno per tutti (8.30-17).

  • La flessibilità organizzativa: il programma è fatto a misura di ogni bambino. Il bambino può essere cambiato di classe o di gruppo, secondo la necessità.

  • Le terapie vengono fatte sul posto: questo permette ai bambini con handicap di non perder tempo, ma ancor più permette la collaborazione permanente fra terapisti, maestri, educatori. Per es.: il bambino sordo può applicare in classe ciò che ha imparato nell'ora di ortofonia.

  • L'abbondanza del materiale educativo, indispensabile per lavorare con bambini più o meno privi di capacità astrattiva; lo stesso materiale, lungi dall'essere un freno ai bambini con capacità di astrazione, è sicura base di partenza. L’esempio più tipico è rappresentato dai «regoli», piccoli bastoncini colorati, di diversa lunghezza, usati per i calcoli più o meno complicati.


Altri elementi, qualitativi, rendono valida questa esperienza.

  • Il realismo nel valutare individualmente i bambini, per le loro possibilità e per i loro limiti, e nello stimare quanto può esser fatto dagli educatori.

  • L ’importanza, in ore e qualità, delle attività parascolastiche; queste costituiscono almeno metà delle ore di lavoro in comune (lavori manuali di vario tipo, osservazioni della natura, sport, musica, dattilografia...). Dai risultati che abbiamo potuto vedere, sono tutte seguite e attuate con intelligenza e buon gusto.

  • La qualità e la preparazione del personale (insegnanti, educatori, terapisti...) si riflettono nella creatività, nelle lezioni, nella verifica del lavoro compiuto e denotano una notevole capacità di saper lavorare in équipe: riunioni regolari, comunicazioni, lavoro interdisciplinare possibile in ogni momento, danno come risultato un accordo vero fra tutti.


Alla base di tutto un amore profondo per i bambini che si percepisce nei piccoli dettagli e nell'atmosfera generale. Tutto questo presuppone un’accurata scelta del personale.

Vita di gruppo e attenzione all'individuo, competenza e amore, struttura e creatività, sono ingredienti che non si escludono fra loro, anzi sono complementari ed essenziali per realizzare il progetto educativo. Le educatrici credono veramente nell'importanza dei rapporti tra i bambini e quindi li favoriscono e li sollecitano. Ed è proprio questa vita di relazione, che i bambini stabiliscono fra loro in forma molto intensa, differenziata, libera e personale, che unifica gli sforzi educativi e che fa da presupposto alla riuscita e al progresso di tutti.

Leggi anche: Qui integrazione non è una parola

Aggiornamenti sull'Istituto Medaglia Miracolosa

Nicole Schulthes

Nicole Schulthes

Ha studiato Ergoterapia in Francia e negli Stati Uniti, co-fondando nel 1961 l'Association Nationale Francaise des Ergotherapeutes, (ANFE). Trasferitasi a Roma, incontra Mariangela Bertolini e…

Leggi di più →

In totale 349 autori hanno collaborato con Ombre e Luci.

Lascia un commento

Il tuo commento sarà pubblicato dopo approvazione della redazione. L'email non verrà pubblicata.

← Torna al Magazine