Lavoro e disabilità: la Cooperativa «Controvento»

Un'iniziativa di formazione professionale, interessante e nuova, rivolta ad alcune categorie di portatori di handicap intellettivo. Ce ne parla il promotore di questa esperienza, Luigi Maria Loy
Lavoro e disabilità: la Cooperativa «Controvento»
Cooperativa Controvento - Ombre e Luci n. 90, 2005
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 20 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.

Ecco una iniziativa di formazione professionale, interessante e nuova, rivolta ad alcune categorie di portatori di handicap intellettivo. Ce ne parla il promotore di questa esperienza, Luigi Maria Loy. Per un paese come il nostro, con 8000 km di coste, chissà che non possa diventare suggerimento per qualcuno dotato di una sensibilità un po’... controvento!

L'esperienza “Controvento” è nata nella nostra cooperativa che opera principalmente nel settore dei servizi turistici oc‘cupandosi della gestione stagionale di numerose stazioni balneari lungo il litorale del Poetto Di Cagliari.

Ho scelto il nome “Controvento” perché mi è sembrato il più adatto a rappresentare lo spirito particolare con il quale il gruppo di lavoro ha affrontato questo impegno durato sei mesi. L'esperienza è stata promossa nell’estate del 2003 dalla Golfo Degli Angeli, in stretta collaborazione con l'Agenzia Regionale del Lavoro, che lo ha finanziato per intero, il Comune di Cagliari e la Società Nazionale Di Salvamento.

In sintesi, è stato un tirocinio formativo di orientamento, con un forte carattere sperimentale, rivolto a un gruppo di ragazzi e ragazze con handicap di tipo intellettivo e relazionale, per lo più Sindrome di Down.

L’obiettivo è stato qualificarli come bagnini di salvataggio ed inserirli nell'organico aziendale.

La peculiarità, forse unica, di “Controvento”, è che i tirocinanti, al termine del loro percorso formativo, non hanno ricevuto un generico attestato di partecipazione — cosa per loro assai frequente anche a scuola — ma un vero brevetto professionale di bagnino, valido nel mercato del lavoro.

Credo che in questo campo così delicato non ci siano ricette valide per tutti i casi; tuttavia, ritengo che l'inclusione sociale favorita dalla formazione finalizzata ad un inserimento lavorativo concreto, inteso sia per il suo valore economico che sociale, debba essere il primo percorso d’integrazione a favore della dignità umana.

Nell'estate 2004, dopo aver conseguito il brevetto di abilitazione, i ragazzi di “Controvento” hanno lavorato per la prima volta, sotto contratto, all’interno dell’organizzazione dei servizi balneari della Golfo Degli Angeli con la qualifica di assistenti ai bagnanti, per tutta la durata della stagione, conclusasi alla fine di settembre. Hanno potuto contare su un sostegno pedagogico qualificato e costante, ritenuto fondamentale per questa prima esperienza di lavoro vero.

Oltre ai compiti di vigilanza generale, sono state assegnate loro mansioni di controllo specifico delle attività delle colonie di bambini, delle persone anziane e dei portatori di handicap.

Questa prima esperienza di “Controvento” ha diffuso negli utenti dei servizi balneari un senso di sincera partecipazione e la giusta consuetudine psicologica, a dimostrazione del grado di maturità e sensibilità raggiunti dalla nostra cittadinanza.

La realizzazione di “Controvento” ha coinvolto tutti i soci della cooperativa, emotivamente e professionalmente, creando grande serenità ed armonia in tutto l’ambiente di lavoro.

Sono sicuro che il coraggio di un’idea nuova con tutto il suo fascino ed il suo carico di incognite, come del resto i buoni esempi, fanno presto a circolare e a diffondere nuove speranze e senso di responsabilità, favorendo concretamente la coesione ed il benessere della comunità.

“Controvento” per me è un modo di pensare e di agire; è lo spirito indispensabile e contagioso che credo possa contribuire ad affrontare i problemi di alcune categorie di soggetti svantaggiati partendo da approcci culturali coraggiosi e diversi ed anche dall’uso di pratiche inconsuete.

a cura di H. Pott, 2005

Huberta Pott

Huberta Pott

Nata in Austria nel 1964 e ultima di 9 figli. Conosce Francesco Bertolini e di conseguenza anche Fede e Luce durante un suo anno “sabbatico - post maturità” a Roma e grazie all’amica “storica” Anna…

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