La tempesta di Sasà - Recensione

Salvatore Striano, Ed. Chiare Lettere, 2016, 222 pagine
La tempesta di Sasà - Recensione
Copertina "La tempesta di Sasà"
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 10 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.

Ombre scure forti di una vita di devianza, luci che rischiarano il cammino di una vita difficile e danno speranza per una rinascita. Il libro di Salvatore Striano ci invita a non arrendersi mai nella vita, non credere mai di doverla vivere su dei binari già segnati. Tutto è possibile, anche il destino di un giovane, malavitoso fin dall’infanzia, “testa matta”, camorrista, può riscattarsi. Può cambiare radicalmente.

Durante la lunga detenzione Sasà, come viene chiamato l’autore, protagonista del racconto, attraverso l’amore per la letteratura, scopre e si ritrova in Shakespeare, sente che parla della vita, dell’odio, della vendetta, dell’amore, del perdono… Il teatro sarà il suo riscatto, la sua rinascita, la sua prima forma di libertà prima di uscire dal carcere. “Le cose più umili e vili, prive d’armonia, amor trasmuta in forme dignitose e belle” (Sogno di una notte di mezza estate).

Striano è oggi un attore affermato, ha interpretato il ruolo di Bruto nel film Cesare deve morire dei fratelli Taviani che ha vinto l’Orso d’Oro a Berlino nel 2012.

Rita Massi, 2016

Rita Massi

Rita Massi

Rita Massi Aglianò è nata nel 1948 a Roma, dove vive. Ha svolto la professione di Assistente sociale, presso il Settore T.S.M.R.E.E. della ASL RMD Nel 2010 è andata in pensione ed ha iniziato a…

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