La strada che ci sta davanti

Che cosa chiede il Signore alle Comunità di Fede e Luce
La strada che ci sta davanti
Don Marco Bove (foto archivio Ombre e Luci)
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 20 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.

E dopo trent’anni? Dopo tutto il cammino percorso sin qui, dove dobbiamo andare? Verso quali passi il Signore ci sta chiamando? Come questa nostra “famiglia” di Fede e Luce è chiamata a crescere per restare fedele alla sua vocazione?

Credo anzitutto che il Signore ci chieda di guardare con gioia e gratitudine al cammino sin qui percorso e a leggere senza angoscia o tristezza anche il momento presente, che per alcuni di noi e per una parte delle nostre comunità è il tempo della “maturità”.

Non dobbiamo dimenticarci infatti una cosa importantissima: lo Spirito del Signore che ha suggerito e sostenuto la nascita di Fede e Luce è presente anche ora, anche ora ci sospinge e ci chiama a continuare il cammino, anche ora ci guida e ci illumina per infonderci nuova fiducia e nuovo slancio.

Credo poiché alle nostre comunità più "vecchie" il Signore stia chiedendo di vivere nella pace questo tempo, anche quando si è rimasti in pochi e le forze sono diminuite. Ciò significa accettare con serenità che alcune delle attività fatte in precedenza non sono più possibili oggi e forse questo permette di avere più tempo per parlare, incontrarsi, confidarsi: anche questo è festa, gioia dell’incontro, comunione vera.

Forse in alcuni casi potrebbe essere utile domandarsi se non sia opportuno unire le forze, come talvolta capita che genitori anziani vadano a vivere nel momento della difficoltà o della vecchiaia con la nuova famiglia dei figli. Così anche per noi potrebbe servire unire comunità più deboli con comunità più forti o unire tra loro comunità che hanno doni e risorse diverse; in questo caso, come spesso ci hanno insegnato i nostri ragazzi, le fragilità si sostengono tra loro.

Ma questo deve essere anche il tempo di un nuovo slancio in avanti che già lo Spirito ci sta mostrando. Come in una famiglia viene il tempo per qualcuno di allontanarsi da casa e formarne una nuova, così mi sembra che anche per noi questo è il tempo in cui, con un po’ di coraggio, siamo chiamati a partire per formare nuove comunità di Fede e Luce, soprattutto valorizzando quei contatti già esistenti o quelle esperienze già avviate da altri, che però guardano con interesse e simpatia al nostro cammino e alla spiritualità di Fede e Luce.

E vero che rispetto a trent’anni fa la sensibilità verso la disabilità è cresciuta nella nostra società e in generale c’è più attenzione e maggiore possibilità di integrazione per chi è diverso, straniero o semplicemente in difficoltà. Ma è anche vero che Fede e Luce ha una sua specificità e una vocazione speciale che il Signore le ha affidato per la Chiesa e per il mondo di oggi, quella cioè di essere segno della cura e della tenerezza di Dio per i piccoli e per gli ultimi:

“Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti” ( 1 Cor 1, 27 ).

Ci sono però molti modi e molti motivi per accendere una luce. Il nostro nasce dalla comunione e dal desiderio di condivisione, non vogliamo né siamo capaci di risolvere problemi sociali, non siamo una agenzia che offre servizi, ma amici, fratelli e sorelle che condividono il cammino quotidiano, offrendo ciascuno le proprie debolezze e i propri piccoli doni.

Realtà autonome nate nello spirito FL

Sono case famiglia, comunità alloggio, piccoli laboratori, esistenti 0 in fase preparatoria, nati dalla volontà e dalla creatività di genitori o amici di Fede e Luce che hanno unito le loro forze a quelle di altri genitori, amici, professionisti, autorità locali ed ecclesiali...

Credo che questo sia anche il senso di quei semi nuovi che il Signore ci sta mostrando e un invito a saperne vedere altri che già ci sono, per aiutarli a crescere. Ma questi segni di novità sono anche un appello forte per tutti noi a seminarne di totalmente nuovi là dove il Signore ci darà la grazia e la forza di vederne l’opportunità e la possibilità.

Credo inoltre che il futuro di Fede e Luce per noi in Italia e forse anche oltre i nostri confini, passi attraverso la capacità di vivere bene il presente, senza nasconderci le fatiche o le difficoltà e senza dimenticare i doni ricevuti e i passi fatti. Ma per costruire insieme questo futuro è necessaria la passione e l’impegno di tutti, nella consapevolezza che è il Signore a indicarci la via e a donarci la forza necessaria per continuare il cammino al quale Lui stesso ci ha chiamati.

- Don Marco, 2003

Marco Bove

Marco Bove

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