La forza della tenerezza: l'incanto si è rotto

Ci eravamo accorti che Antonio era un po’ più lento del fratello minore Carlo. Con mio marito abbiamo pensato di metterli in classe insieme, così che il fratello lo potesse aiutare e proteggere
La forza della tenerezza: l'incanto si è rotto
L'incanto si è rotto - Ombre e Luci n.93, 2006
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Così mi raccontò la mamma. Ci eravamo accorti che Antonio era un po’ più lento del fratello minore Carlo. Con mio marito abbiamo pensato di metterli in classe insieme, così che il fratello lo potesse aiutare e proteggere. Finché sono stati piccoli tutto è andato bene. Ero orgogliosa del loro affiatamento e compiaciuta dei progressi (piccoli invero) di Antonio.

Divenuti adolescenti (Carlo sempre più alto, più bello, più forte) non ho voluto dividerli anche se vedevo che la classe che frequentavano non era adatta ad Antonio, che cominciava a non seguire per niente certe materie nonostante il "doposcuola" generoso di Carlo. Mi sono detta: "Meglio che continuino insieme, perché così Antonio soffrirà di meno". Però...

Antonio, crescendo, vedeva e capiva sempre di più quanto Carlo fosse bravo; come le ragazze gli stessero intorno; Antonio sentiva di non essere come lui; si rendeva conto, piano piano, di essere un mezzo fallito ma non ne parlava mai con nessuno. Si limitava a guardare con sempre maggior ammirazione il piccolo fratello divenuto più alto di lui di venti centimetri; con i capelli lunghi corvini tenuti insieme nel codino. Sorrideva alle "ragazze" di Carlo, forse pensava che una, magari la meno carina, avrebbe potuto un giorno chissà! chiedergli di uscire con lui.

Un giorno ci fu una festa di compagni di classe. Furono invitati insieme. Carlo, pieno di gentilezza come al solito, si trascinò dietro il fratello che, come al solito, era più che mai silenzioso e intimidito, no anzi, impaurito. Gli diceva: "vedrai sarà la volta buona, troverai la tua ragazza!".

Antonio rimase per tutto il tempo della festa vicino al buffet; con gli occhi imbambolati e desiderosi fissava senza tregua la compagna che gli piaceva da sempre, alla quale avrebbe voluto dire tante cose senza mai riuscirci, e con la quale — era sicuro — sarebbe stato tutto diverso per lui...

Ormai tutti ballavano, c'era un po’ di confusione: nessuno faceva caso ad Antonio, fermo lì al buffet, con lo sguardo fisso sulla sua "innamorata".

Ad un certo punto la vide andare vicino a Carlo, avvicinarglisi, dicendo ad alta voce in modo che anche lui sentisse: "Senti un po’, Carlo, non puoi dire a quel ritardato di tuo fratello di togliermi gli occhi di dosso?".

E fu il precipizio. Antonio da quel giorno non parlò più.

Non volle più andare scuola. Rimaneva sdraiato sul letto per tutta la giornata a guardare il soffitto. A nulla valsero le sollecitazioni di Carlo e dei genitori. Nessuno di loro fu in grado di capire quello che nel suo cuore era accaduto. Più tardi, nonostante i tentativi messi in atto, fu dichiarato "malato psichico", una parola che lui non capì mai.

Mariangela Bertolini, 2006

Mariangela Bertolini

Mariangela Bertolini

Nata a Treviso nel 1933, insegnante e mamma di tre figli tra cui Maria Francesca, Chicca, con una grave disabilità. È stata fra le promotrici di Fede e Luce in Italia. Ha fondato e diretto Ombre e…

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