Istantanea

Le storie di questo numero sono storie di volontariato
Istantanea
Foto di Caio Brigagão Lunardi su Unsplash
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 10 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.

Vi stiamo per raccontare storie di ragazzi che hanno scelto di dedicarsi al volontariato, di certo non perché obbligati, ma anzi, perché gli piace e li appaga: ma i giovani d’oggi la pensano tutti così? Cosa fanno per sé stessi e per gli altri, cosa gli piacerebbe fare? Per saperne di più sono sceso per le strade di Roma a rincorrere giovanotti e donzelle tra i 14 e i 30 anni, e a far loro 3 semplici domande: cosa fai; cosa vorresti fare; fai o hai mai fatto volontariato. Per allargare la rosa degli intervistati ho chiesto anche via mail ad amici di diverse città come Milano, Salerno e Chieti. Tra i ragazzi intervistati, neanche un terzo ha fatto o sta facendo volontariato, più femmine che maschi, perlopiù però si tratta di esperienze minime, legate all'ambiente parrocchiale. Di volontari veri e propri ne ho trovati davvero pochi! Due ragazze che fanno volontariato per Greenpeace, un'altra che invece è attiva in Malawi (Africa) e un ragazzo che è pioniere della Croce Rossa Italiana (che ci ha anche testimoniato la sua esperienza a pag. 11). In compenso, tra i “no” c'è chi precisa che vorrebbe farlo, ma non ha mai avuto modo di incontrare realtà di volontariato, e semmai dovesse capitare non si tirerebbe indietro. Il resto non esprime opinioni in merito, e peggio, uno degli intervistati non sapeva nemmeno di cosa si trattasse!

I giovani sono più studenti che lavoratori: c'è qualche stacanovista che studia e lavora contemporaneamente per non gravare troppo sulla famiglia, ma rappresenta una fievole percentuale. Preoccupanti sono invece i dati che ho raccolto sui desideri e le aspirazioni: metà di loro non sa cosa vuole fare nella vita, né è sicuro che il suo impiego attuale sia la cosa giusta per sé. Soprattutto i ragazzi si sentono spaesati, insicuri o peggio non hanno un’aSpirazione, non ambiscono a un ruolo (a parte vincere alla lotteria), e questo credo sia piuttosto triste, diciamolo pure. Perché c’è questa confusione tra i giovani? Come mai non sanno cosa li appagherebbe? Non è facile trovare una risposta in due righe, certo è che si tratta di un problema serio, ma che, almeno in Italia, pare si sia troppo occupati con altro per risolverlo.

Matteo Cinti, 2011

Matteo Cinti

Matteo Cinti

Nato alla fine degli anni ottanta, Matteo si diploma come Grafico Pubblicitario a Roma nel 2007 e nello stesso anno conosce Ombre e Luci, iniziando a impaginare la rivista quando era ancora sotto la…

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