Il cielo

«È andata in cielo» diciamo ai nostri bambini quando muore una persona. Ma poi ci fermiamo, non sappiamo cosa aggiungere, timorosi di dire cose sbagliate, sconcertati a volte dalle loro domande.
Il cielo
(foto archivio Ombre e Luci)
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«È andata in cielo» diciamo ai nostri bambini quando muore una persona.
Ma poi ci fermiamo, non sappiamo cosa aggiungere, timorosi di dire cose sbagliate, sconcertati a volte dalle loro domande.
Tra adulti poi, è ancora più difficile... Il cielo viene dopo la morte e della morte non si parla mai volentieri.
Ma il gesuita padre Roberti, al contrario di noi, non ha paura di riflettere su questa «altra vita», di immaginare e di suggerirci immagini che possono prefigurare questo «mondo altro» che ci accoglierà e in cui speriamo perché Cristo che ha vinto la morte ce lo ha promesso.

Davanti alla morte, ci si consola pensando al cielo, il non-spiegato perché inesplicabile. A volte si pensa al cielo, a volte alla terra. MA il cielo è talmente «altro» che spesso si tralascia il paragone e si guarda il cielo un po' come un ostacolo che farebbe mancare la vita vera.

Invece il cielo è la terra che continua... in un altro modo. È la vita che è la stessa ma che si prolunga in un altro modo. Un'alra vita, diceva Maria Bernadette di Lourdes.

Quando si pensa a quella immensità in cui sono immersi i miliardi di uomini, si freme, ci si sente disorientati, non si ha più un punto di riferimento possibile, Si entra in un altro mondo dove si devono accettare altre risposte e accogliere altre realtà. Il cielo è veramente «altro».

Ogni tanto nella vita, ci viene ricordato che l'altro è importante. Con questo ci vogliono dire che il cielo è ancora più importante. Non può essere considerato come la ricompensa per i bambini buoni, né come il rifugio contro i bombardamenti e neppure come una fuga immaginaria per ritrovare una sicurezza. No, il cielo è là dove il progetto di Diofinalmente si realizza. Tutto ciò che Egli ha desiderato e voluto per noi, tutto ciò per cui suo figlio è morto sulla croce, tutto questo all'improvviso prende nuove dimensioni e cambia la notra visione delle cose,

In cielo tutto contnua in un altro modo. I giovani della tavola intorno alla quale siamo raccolti, i profumi di una sera d'estate, il nettare delizioso versato nei nostri bicchieri e, più di ogni altra cosa, la presenza affettuosa di coloro che si amano... e già cielo!

In un certo senso è così che sarà il cielo. Ma sarà anche tanto «altro» nella vicinanza di un Dio che ha fatto tutto per amarci e ha rischiato tutto nella piena coscienza della nostra libertà e del suo progetto realizzato!

Cielo, è quando non c’è più separazione tra noi su questa terra, è quando qualcuno è accolto e amato quale egli è. Non si può capire il cielo fino a quando non si capisce che si tratta di Dio-Padre che ci raccoglie insieme a suo Figlio, ricreando l’unità e l’indissolubile fraternità in una condivisione che non ha fine. Il cielo è essere per sempre «con» Te! Ciò che sulla terra si è rivelato come incontro, amore, condivisione, continua in eterno. Un papà, una mamma che piangono la morte di un figlio, sapendolo «in cielo» e cercando di credere alla sua felicità, non possono più vivere altrimenti che con Lui. Con lui, con lei, con Gesù, è tutt’uno ed è la casa del Padre.

- Padre André Roberti, 2002

André Roberti

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