La sintesi di questo prezioso testo è data dall’augurio che Ferdinando Ceccato, presidente dell’Unione dei Ciechi e degli Ipovedenti, scrive nell’introduzione: "...che al cieco questo libro sappia dare fiducia e il segno concreto di cosa sia possibile raggiungere se a guidarlo sono speranza, ingegno e caparbia volontà di riuscire. Al lettore potrà risultare più facile sapere di noi, scoprire che, prima ancora che ciechi, siamo qualcos’altro che ci vede, pur nelle differenze, uguali a tutti gli esseri umani".
La parte più interessante del libro sono senza dubbio le ottanta testimonianze-interviste nelle quali persone cieche o ipovedenti raccontano i "successi" ottenuti nonostante la cecità. Si alternano nei racconti giornalisti, scultori, atleti e pittori, fotografi e musicisti, insegnanti e terapisti e chi ne ha più ne metta. Si resta sbalorditi nel "vedere" all’opera persone (uomini e donne, giovani e anziani) cimentarsi nella realizzazione dei loro sogni che tali non rimangono, ma diventano esempi sorprendenti e inimmaginabili.
Dire che noi normali ci sentiamo stimolati a non perderci d’animo di fronte alle "salite" della vita è poca cosa. Penso che per chi è non vedente o diventa cieco, queste storie potranno diventare uno specchio dove ammirare quante possibilità si hanno nonostante un handicap così importante.
Ci dispiace che non sia sufficientemente descritto o ricordato il bisogno degli altri, degli accompagnatori, degli ausili, che in molti casi è indispensabile.
M.B. , 2007
