La qualità di vita all’interno di una comunità si misura in buona parte dall'impegno nell’assistenza ai più deboli e ai più bisognosi e nel rispetto della loro dignità di uomini e di donne (...) Soltanto se vengono riconosciuti i diritti dei più deboli una società può dire di essere fondata sul diritto e sulla giustizia (...)
Al riconoscimento dei diritti deve pertanto seguire un impegno sincero di tutti per creare condizioni concrete di vita, strutture di sostegno, tutele giuridiche capaci di rispondere ai bisogni e alle dinamiche di crescita della persona handicappata e di coloro che condividono la sua situazione, a partire dai suoi familiari. (...)
La cura delle dimensioni affettive e sessuali della persona handicappata merita particolare attenzione. Si tratta di un aspetto spesso rimosso o affrontato in modo superficiale e riduttivo o addirittura ideologico. La dimensione sessuale è, invece, una delle dimensioni costitutive della persona la quale, in quanto creata ad immagine di Dio Amore, è originariamente chiamata ad attuarsi nell’incontro e nella comunione (....)
Dio sta sempre dalla parte dei piccoli, dei poveri, dei sofferenti e degli emarginati. Facendosi uomo e nascendo nella povertà di una stalla, il Figlio di Dio ha proclamato in sé stesso la beatitudine degli afflitti ed ha condiviso in tutto, eccetto il peccato, la sorte dell’uomo creato a Sua immagine.
Dopo il Calvario, la Croce, abbracciata con amore, diventa la via della vita e insegna a ciascuno che, se sappiamo percorrere con fiducioso abbandono la via faticosa e ardua del dolore umano, fiorirà per noi e per i nostri fratelli la gioia del Cristo Vivente che sorpassa ogni desiderio ed ogni attesa!
