Nicolina, Claudio, Vincenza e Daniele conoscono Fede e Luce durante uno dei campeggi organizzati nel 1980 dagli amici delle comunità ad Alfedena. Abitano a Pescasseroli; là vicino, hanno un ristorante ed è lì che la comitiva un po’ speciale di Fede e Luce li incontra, durante una passeggiata. Nasce un'intensa amicizia con questa famiglia stretta intorno al piccolo Daniele, bambino anche lui un po’ speciale. Quanto segue è il ricordo, dalla voce di Nicolina, dell’incontro con Giovanni Paolo II.
Nel 1981 abbiamo partecipato al pellegrinaggio internazionale a Lourdes, anche se Daniele fino all'ultimo sembrava non potesse venire. Sul treno, durante il lungo viaggio, si stringono amicizie importanti e noi ne abbiamo vissuta una con i genitori di Manuela, Massimo e Brunella.
Il pellegrinaggio finisce e, dopo qualche tempo, i nuovi amici di viaggio ci invitano con una scusa a Roma: sai, dicono, stiamo per partire per l America per far nascere il nostro bambino, facciamo una passeggiata a San Pietro, siamo vicini, Brunella si farà benedire dal Papa...perché non venite anche voi? Io avevo qualche dubbio: non ho avuto molto a che spartire con questa chiesa che non si è fatta molto incontro e vicina al mio Daniele, anzi, ero piuttosto arrabbiata con tutti quelli che mi dicevano solo parole senza dimostrare, nei fatti, un vero interessamento a Daniele...
Così, con questo spirito, siamo andati con i nostri amici a San Pietro è una settimana prima dell’attentato al Papa, a ripensarci dove pensavo di assistere alla benedizione del grembo di Brunella, il secondo bimbo dopo la nascita di Manuela, gravemente disabile. Massimo portava la giacca, noi non indossavamo cose proprio adatte; Brunella mi prestò una maglia, così, tanto per l’occasione...
A San Pietro eravamo in prima fila, fuori sul sagrato; il papa Giovanni Paolo II ci viene incontro: si ferma prima davanti a Brunella, pochi istanti, benedice il bimbo che sta per nascere e si volta poi verso di noi. Vede Daniele in braccio a me; a vederlo così è un bel bimbo di tre anni ma se lo guardi con occhio attento ti accorgi delle sue gravi difficoltà e il Papa se ne rende conto immediatamente. Rimane a lungo, molto colpito dalla nostra giovane età, e fa anche il gesto di voler prendere Daniele tra le braccia: io però non me la sono sentita, avevo paura che non sapesse come tenerlo.
Il papa si attarda con noi, i cerimonieri che lo seguono lo invitavano a proseguire, ma Giovanni Paolo II ci parla per diversi minuti, dicendo quale grazia potesse diventare questo fragile bimbo e parla con sincerità, sapendo nel profondo cosa sta dicendo, noi ce ne siamo resi conto: sembrava accigliato, come se avesse ricevuto un pugno allo stomaco, ma la sua espressione così vicina è rimasta a lungo nei nostri cuori.
Quel giorno, vivemmo le medesime emozioni, anche se non ce le siamo confidati che ventiquattro anni più tardi, quando, pochi giorni fa, abbiamo sentito che la vita del Santo Padre si stava spegnendo: ci siamo ricordati con commozione e simpatia quell'uomo, che non sembrava né prete né papa in quei momenti; di come fosse evidente che parlasse con il cuore e per come questo ci avesse stupiti, sorpresi, quasi sconvolti: le sue erano state vere parole di compassione.
a cura di Cristina Tersigni, 2005