Volete un libro che parli di disabilità in modo nuovo? Che denunci stereotipi e luoghi comuni, dimostrando come lo stigma, l’isolamento, la cancellazione, lo scetticismo «e l’onnipresente inacessibilità» siano il vero problema? Un libro che rifiuti questo nostro mondo di abilismo imperante in grado di accettare come unica condizione la perfetta forma fisica e mentale? Con ironia, profondità e ricchezza di spunti, in un racconto che è anche autobiografico, Rebekah Taussig (scrittrice e docente universitaria) esce fuori dal tracciato. «Questa è l’emancipazione (…) che auguro a chiunque: un mondo dove possiamo muoverci in libertà ed esistere nei nostri corpi senza vergogna; un mondo che non sia interessato a fare in modo che tutti gli esseri umani funzionino esattamente allo stesso modo».
Felicemente seduta – Recensione
Con ironia, profondità e ricchezza di spunti, in un racconto che è anche autobiografico, Rebekah Taussig esce fuori dal tracciato
Copertina di "Felicemente seduta" (Le plurali, 2022)
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