Esperienze estive... fra "Arche" e "Mary Mount"

Questa estate c'è chi è andato a vivere qualche giorno all'Arche e chi è stato ospite delle suore del Mary Mount per una bella e rilassante vacanza
Esperienze estive... fra "Arche" e "Mary Mount"
Foto di Fia Yang su Unsplash
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 40 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.

L'Arche

Alcune di noi questa estate sono andate all'"Arche" di Jean Vanier. Marina Blasotti, Maria Grazia Pennisi e Cecilia Baldi per 10 giorni hanno condiviso la vita di uno dei 7 "Foyer" di Trosly.

Cecilia ci racconta: ogni Foyer è una casa in cui 15 persone vivono come una grande famiglia. Cecilia e Marina dividevano una bella camera e vivevano la vita del Foyer. "L'atmosfera è calorosa, i muri sono decorati con gusto, una chitarra è sempre a portata di mano. Le persone soprattutto sono accoglienti, ci si parla, ci si saluta, ci si aiuta nel modo più naturale del mondo".

A l'Arche - ci ha detto Cecilia -"ci sono le cose importanti; come lo stare insieme, il lavoro, la preghiera; e poi le cose secondarie come l'eleganza, le comodità, gli interessi personali. L'acqua calda è rara, trovare un asciugacapelli è una vera avventura, ma il sorriso, una canzone, un aiuto al momento opportuno, si trovano a profusione.
L'eleganza non interessa nessuno, ma risiede in fondo ai cuori.

A tavola si aspettano gli altri e prima di iniziare il pesto, ognuno fa un disegnino sul suo tovagliolo di carta e l'offre al suo vicino. È questa una idea dell'Arche: dare, dare sempre... E ve ne sono tante altre“.

Quello che al di là delle apparenze ha colpito di più Cecilia è "la parità completa tra tutti. Questo, non si può spiegare, si vive..."

Conclusione : "dieci giorni sono trascorsi troppo presto, avrei desiderato restare più a lungo".

10 giorni nello spirito di Fede e Luce

Su iniziativa di una amica di Fede e Luce e con la collaborazione di mamme e giovani di vari paesi, un piccolo gruppo di bembini ha potuto trascorrere 10 giorni di vacanza con altri bambini della loro età.

Le suore di Mary Mount avevano messo a disposizione un locale ampio e fresco, la loro sala da pranzo, un bel parco e la piccola piscina.
Giochi, canti, pasti, sieste e nuoto hanno unito i partecipanti senza distinzione di lingua, di età o di handicap.

Le cose più svariate hanno alimentato la nostra gioia: è stato festeggiato un compleanno, un gruppo di amici di scuola Serena è stato accolto nella piscina con loro e nostra grande felicità.

Molte mamme, venute per vedere, aiutare, partecipare, non avevano mai incontrato degli handicappati. In questa occasione scoprirono non senza commozione, che era possibile una vita in comune e nella gioia. Per questo, da molte parti è stato chie sto di ripetere l'esperienza il prossimo anno.

Redazione

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