Diario di una scuola media della Zisa

Palermo ne La nostra strada (2019) di Pierfrancesco Li Donni. La recensione di Claudio Cinus.
Diario di una scuola media della Zisa

Il diario di un maestro contemporaneo, ma soprattutto dei suoi allievi: è questo La nostra strada (2019), girato da Pierfrancesco Li Donni a Palermo in una scuola media del quartiere Zisa.

La scuola media – che in realtà oggi si chiama scuola secondaria di primo grado – si conclude al terzo anno con l'esame, che un tempo era anche considerato il limite dell'istruzione obbligatoria, il momento oltre il quale chi non aveva valide alternative poteva iniziare a lavorare. Oggi che l'obbligo scolastico termina più avanti, quell'ultimo anno di scuola non dovrebbe essere l'ultimo in assoluto e i ragazzi dovrebbero poter ragionare su quale strada intraprendere una volta superato l'esame. Per molti di loro, però, la strada non è metaforica, è il luogo dove trascorrono la maggior parte del tempo della spensieratezza. Ma è anche la via di fuga verso una presunta libertà dalle costrizioni educative.

Il professor Mannara è paziente ed empatico, affronta senza rassegnazione ma anzi con una certa creatività il difficile compito di formare ragazzi che non danno alcun peso alla cultura: mentre si confronta coi suoi studenti, però, Mannara sta soprattutto affrontando un contesto sociale in cui l'abbandono scolastico appare uno sbocco inevitabile e senza credibili alternative. In quel rione disagiato non vediamo criminalità o violenza, non vediamo famiglie assenti od oppressive: i ragazzi accettano di farsi riprendere nel quotidiano e la loro spontanea immaturità vorrebbe illuderci che sono perfettamente consapevoli delle conseguenze delle scelte. Gli adulti capaci di fare da guida ci sono, ma la loro influenza è pesantemente limitata da un contesto che non favorisce affatto l'investimento formativo sul futuro. Che dà importanza solo a un presente che inevitabilmente si cristallizza.

Qualche alunno seguirà i consigli del professore, qualcuno no, ma per un po’ continueranno tutti a condividere la stessa strada, lo stesso quartiere, finché la gioventù terminerà e con essa tutte le opportunità che i protagonisti potrebbero ancora cogliere.

Presentato come work in progress nella sezione Alice nella Città dell'ultima Festa del Cinema di Roma, La nostra strada ha vinto la sezione italiana del Biografilm Festival e ora tenterà di affrontare una complicata distribuzione in un periodo in cui quasi tutti i cinema e gli eventi culturali sono ancora fermi.

Claudio Cinus

Claudio Cinus

Claudio Cinus ha sempre pensato che se la sua vita fosse un film, sarebbe diretto da Tsai Ming-liang: uno di quei “noiosi” film taiwanesi in cui non succede nulla per minuti e minuti… È nato a…

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