L’ultimo ricordo che ho dello “Spilungo” è all’Umberto I. Nonostante fosse visibilmente provato dalle cure, incoraggiava e teneva su di morale il vicino di stanza più anziano di lui... stava ”semplicemente” facendo quello che meglio gli riusciva: prendersi cura del prossimo, mettendo la propria vita in secondo piano.
Mi piacerebbe ricordarlo attraverso “gli occhi trasparenti di un bambino”: non parlo di uno in particolare, ma di quelle decine e decine di bambini che come me hanno avuto la fortuna di essere presi in braccio da questo gigante buono alto “due metri e zero due”..
Ho sempre apprezzato la disponibilità al dialogo di Stefano. Nonostante non avessimo talvolta un punto di vista comune su alcune cose, ha sempre dedicato qualche manciata di minuti ad ascoltare le mie opinioni, senza impuntarsi a farmi vedere il mondo dal suo punto di vista. Qualche leggero insulto me lo sono preso nel corso degli anni, ma è sempre stato seguito da un sorriso e da un abbraccio.
Un gigante buono paziente, sempre disponibile, che ha avuto la fortuna di “capire” prima e meglio di altri le belle cose elencate da Padre Paul Gilbert nella sua omelia al suo funerale.
-di Emanuele Mendola, 2015