Lavoro come educatore nella comunità "Il Ricino", che si trova a Milano in P.za S. Materno 15 (zona Loreto-Lambrate).
La comunità è stata voluta dalla Parrocchia "S. Maria Bianca della Misericordia", la quale, sostenuta dalla Cooperativa della Caritas Ambrosiana "Farsi Prossimo", ha potuto realizzare il progetto, nel novembre del 1995, mettendo a disposizione un appartamento.
La casa accoglie persone adulte di età non superiore ai 45 anni che soffrono di disagio psichico, il cui passato di sofferenza e di rifiuto li ha portati a vivere con molta difficoltà il rapporto con se stessi e con gli altri. La comunità cerca, ove non è più possibile una vita in famiglia, di accogliere queste persone accettandole per quello che sono, cercando di scoprire e di valorizzare le loro risorse nel rispetto della libertà e dei tempi di ciascuno. In particolare si tenta di costruire un luogo accogliente che, puntando sulla normalità, li sappia aiutare:
- a trovare un migliore rapporto con se stessi, gli altri e la realtà;
- ad accettare la propria diversità che non è né esclusione né inferiorità;
- a trovare un bene-essere per la loro vita, necessario per valorizzare la propria libertà nella progressiva crescita dell'autonomia.
La comunità, sorta nel 1995, inizialmente per accogliere quattro ospiti (donne), si è nel settembre del 1998 allargata (la parrocchia ha dato a disposizione della comunità un intero piano), ed accoglie attualmente dieci ospiti, cinque donne e cinque uomini.
L'aspetto rieducativo della comunità è improntato alla ricerca di momenti e spazi di "normalità", che aiutino gli ospiti a percorrere il non facile cammino verso un loro progressivo inserimento sociale. E proprio in questo senso che il territorio ricopre una vitale importanza.
La comunità non può e non vuole esaurire tutti i bisogni degli ospiti: il territorio è dunque inteso anzitutto come insieme di Servizi e consulenti esterni cui si rivolge la comunità. Il servizio pubblico ed in particolare il Servizio Psico Sociale, rimane per tutto il periodo di presa in carico dell’ospite, parte attiva. Oltre ad essere l'inviante, garantisce collaborazione in tutto il settore sanitario (visite con psichiatra e/o psicologo, intervento farmacologico, intervento con le famiglie laddove necessario), e si rende disponibile a collaborare alla formulazione e alla verifica dei progetti individuali degli ospiti.
Come risorsa si intende anche tutta quella rete "informale" che si è venuta a creare intorno alla comunità, ovvero quella formata dai negozianti abituali, dai volontari, dai vicini di casa, etc...
Infine il territorio è inteso come meta, cioè rappresenta quell’insieme di spazi e presenze che circondano la comunità e verso le quali si proiettano gli ospiti. Tale realtà è anzitutto costituita dal quartiere. In questa direzione gli educatori si impegnano ad essere promotori di tutti i momenti più significativi che caratterizzano la "vita del quartiere".
La comunità è il luogo in cui ospiti ed educatori vivono la quotidianità, attraverso i momenti più semplici ed abituali, quale la preparazione dei pasti, il riordino delle proprie cose e degli ambienti comuni, la cura di sé ed il rispetto di coloro con cui si condivide lo spazio.
La comunità ricopre in questo modo tutte le caratteristiche della "casa normalmente intesa, in cui la condivisione, l’ascolto, il rispetto reciproco, la gioia, il dolore, e le fatiche di ogni giorno, trovano il loro reale spazio. In questo senso ci si è accorti col tempo quanto siano importanti anche i momenti di condivisione festosa in ricorrenze particolari, quali il compleanno di uno dei membri della comunità, l’uscita di uno di essi, il "compleanno della casa", e tutte le feste che ricorrono durante l’anno. Accanto alla vita di tutti i giorni hanno anche grande importanza i momenti di vacanza in cui tutti i membri della comunità passano alcuni giorni vivendo insieme e condividendo ogni momento della giornata, è questo uno spazio privilegiato di ascolto e di comunione, di approfondimento del rapporto di amicizia che viene ad instaurarsi nel corso del tempo e nel- l’accrescersi della fiducia.
In comunità vivono 24 ore su 24 gli ospiti, mentre tutte le figure educative, condi- vidono con loro alcuni momenti della settimana, seguendo turni a rotazione. A ciascuno comunque è richiesto anzitutto di essere se stesso e di vivere la comunità intesa come reale comunione e condivisione tra le persone, in cui ciascuno sia disposto, a "mettersi in gioco", e a dedicare tempo e spazio alla relazione ed alla crescita reciproca, con coerenza e semplicità. In questo modo "Il Ricino" può diventare realmente lo spazio nel quale avere la fiducia di essere accettati per quello che realmente si è, senza paura di far conoscere anche i lati più nascosti e dolorosi della storia di ciascuno.
La comunità è comunque un momento di passaggio per ogni suo membro, è una tappa durante la quale si tenta di crescere e di migliorare ed in alcuni casi ricostruire e riabilitare le capacità di autonomia di ciascuno. Non per tutti il cammino è uguale, non per tutti è facile abbassare le difese e mettersi in cammino, e non per tutti il cammino segue la stessa strada. Alcuni trovano nella comunità lo spazio per accrescere la propria autonomia, per imparare a muoversi nel quartiere e nella città per trovare lavoro ed iniziare una vita in appartamento; altri trovano nella comunità uno spazio di allontanamento dalla famiglia, per poi ritornare a vivere in essa; altri, purtroppo, non reggono questo "tuffo" nella "normalità" ed abbandonano il cammino; altri ancora trovano un passaggio successivo in un’altra comunità a loro più adeguata.
La durata della permanenza varia da alcuni mesi fino ad un massimo di tre anni. Fino ad oggi "Il Ricino" ha accolto ed iniziato un cammino con venti ospiti. Due hanno portato a termine il loro percorso, iniziando una vita propria in un appartamento; due sono uscite dalla comunità, dopo un breve periodo di permanenza in essa, per andare a vivere in un appartamento con un’altra persona; una ha avuto il passaggio in un’altra comunità ed oggi vive con un anziano 24 ore su 24; sei nel corso di questi quattro anni non hanno retto il ritmo della comunità; attualmente in comunità sono presenti nove ospiti ed hanno iniziato chi da più tempo, chi da meno, il loro percorso.
- Giovanni Vergani, educatore, 1999