Come comportarvi quando incontrate una persona portatrice di handicap?

Piccoli spunti per imparare ad andare incontro alle persone con disabilità, suggerite nel 1987 da un depliant del Movimento Giovani Donne in Francia
Come comportarvi quando incontrate una persona portatrice di handicap?
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 30 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.

Cammina con le stampelle... cammina con più o meno difficoltà...

Per aiutarlo:

  • mettetevi alla sua andatura;
  • fate attenzione perché non riceva spinte;
  • non allontanate da lui le stampelle;
  • non fategli fretta.

È in sedia a rotelle

Può avere una paralisi ai quattro arti (tetraparesi) e dipende quindi da una persona; può avere una paralisi alle gambe (paraplegico).
Per aiutarlo:

  • fatevi spiegare da lui quello che potete fare;
  • attenzione alle manovre sbagliate che possano proiettarlo fuori dalla carrozzella;
  • attenzione agli scalini, ai marciapiedi, ecc.;
  • non sollevate mai la carrozzella prendendola dai braccioli;
  • quando gli parlate, se è possibile, sedetevi;
  • non date la mano per primo.

Non vede

Ha un bastone bianco. Può essere non del tutto cieco. La sua capacità visiva va da 0 a 1/10

Per aiutarlo:

  • offrite aiuto se manifesta esitazione o se voi vedete un ostacolo;
  • dite il vostro nome senza aspettare;
  • lasciategli usare il bastone perché «senta» gli ostacoli;
  • offritegli il braccio, non prendete mai il suo;
  • non infastiditevi se rifiuta l'aiuto.

Ha una paralisi cerebrale (spastico).

Cammina male... o per niente. Parla male... o per niente. I suoi gesti sono bizzarri, incontrollati. Può fare smorfie involontarie, ma è molto sensibile. È cosciente della sua infermità.

Per aiutarlo:

  • non fategli fretta;
  • accordatevi al suo ritmo;
  • se non capite quello che dice, non esitate a farlo ripetere: lui capisce;
  • non lasciatevi impressionare dal suo aspetto. Siate naturali. Sorridete. È una persona come voi.

Se è mentalmente ritardato

Ha un’intelligenza limitata, può avere qualche segno nel volto (mongoloide), può avere gesti un po’ goffi. Il suo handicap non è quasi mai ereditario, è piuttosto conseguenza di una malattia o di un incidente.

Per aiutarlo:

  • non abbiate paura di lui, non prendetelo in giro, rispettatelo;
  • non parlate del suo handicap davanti a lui: capisce più di quello che voi credete;
  • siate pazienti con lui: reagisce a tutto con lentezza;
  • create dei legami con lui o con quelli che lo circondano;
  • siate naturali... sorridete. È una persona come voi.

È sordo

È totalmente sordo o sente poco. Può essere muto o molto difficile da capire...

Per aiutarlo:

  • mettetevi sempre davanti al suo viso e abbiate cura di essere in luce;
  • parlate lentamente, distintamente, con parole semplici, facili da leggere sulle vostre labbra;
  • se siete in difficoltà a farvi capire, scrivete.

Una famiglia su quattro è colpita da handicap! Non incontrate gli handicappati. Perché?

  • Perché non possono prendere i mezzi pubblici;
  • perché le case, gli edifici, i luoghi pubblici, scolastici, sono inaccessibili, non sono costruiti in funzione dell’handicap;
  • perché non ha potuto integrarsi nella vita sociale;
  • perché viene tenuto in casa....

Traduzione di un pieghevole realizzato dalla Commissione «Handicappati» del Movimento Giovani Donne - 8, Villa du Parc Montsouris, 75014, Paris

E voi, che cosa potete fare?
Rivolgetevi ad una Associazione, chiedete consiglio a Ombre e Luci che vi aiuterà a conoscerli, ad amarli, a rispettarli, a mettere un po’ del vostro tempo a loro disposizione.   - Redazione, 1988
Redazione

Redazione

Autore di articoli pubblicati su Ombre e Luci.

In totale 349 autori hanno collaborato con Ombre e Luci.

Lascia un commento

Il tuo commento sarà pubblicato dopo approvazione della redazione. L'email non verrà pubblicata.

← Torna al Magazine