Cinema e disabilità: i 3 film di Enrica Riera
Abbiamo chiesto ad alcuni critici cinematografici di elencare 3 film che affrontano il tema della disabilità. Enrica ha scelto questi.
Edward mani di forbice
(Edward Scissorhands, Usa 1990, 100 minuti) di Tim Burton. Con Johnny Depp, Winona Ryder, Dianne Wiest, Vincent Price, Alan Arkin, Anthony Michael Hall, Kathy Baker
Il giovane Edward non ha le mani. Due forbici affilate le sostituiscono. Quando arriva nella “moderna” periferia qualcuno nutre diversi pregiudizi; qualcun altro, dopo averlo meglio conosciuto, afferma che «non è cattivo, è solo sbagliato». Con Edward mani di forbice, Tim Burton racconta, con uno stile fiabesco e inconfondibile, una storia d’emarginazione e, sì, pure di disabilità e mancanze. Nel finale sarà Edward, l’escluso, il reietto, colui che non può abbracciare, a sorprendere chi gli ha sempre tolto qualcosa, regalandogli l’incanto della neve. Come a offrire uno sguardo di purezza al mondo intero.
Il discorso del re
(The King’s speech, Gran Bretagna, Australia, 2010, 111 minuti) di Tom Hooper. Con Colin Firth, Geoffrey Rush, Helena Bonham Carter, Guy Pearce, Jennifer Ehle
Quattro Oscar nel 2011, questo film è la storia del futuro re Giorgio VI d’Inghilterra, già duca di York, e dei suoi reali (nel senso di veramente esistiti) problemi di balbuzie. Ambientato tra il 1925 e il 1940, rompe tabù e silenzi sulle difficoltà di linguaggio, più frequenti di quanto si pensi e ancor oggi considerate una vergogna, quasi un’onta capace di suscitare superficiale ilarità. Con leggerezza e battute indimenticabili dei protagonisti, a trasmettersi è un messaggio chiaro. A un certo punto del film lo pronuncia proprio re Giorgio: «Ho diritto a essere sentito. Io ho una voce».
La guerra è dichiarata
(La guerre est déclaré, Francia, 2011, 100 minuti) di Valérie Donzelli. Con Valérie Donzelli, Jérémie Elkaïm, Gabriel Elkaïm, Brigitte Sy, Elina Löwensohn
Si tratta di un film dedicato a chi reagisce, a chi combatte, a chi ha voglia di resistere ed esistere. A chi è genitore di un bambino malato o con disabilità; a chi è genitore e basta. Giulietta e Romeo, ad esempio, sono la mamma e il papà di Adam, che ha 18 mesi e una rara forma di cancro al cervello. Insieme dichiarano guerra alla malattia, guidati da una forte determinazione e, soprattutto, da un amore contagioso. Non si è davanti a una tragedia, come suggerirebbero i nomi dei due protagonisti, ma a una storia (tra l’altro accaduta realmente a Donzelli e a Elkaïm) di fiducia e perseveranza. Contro tutti e tutto.
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