«L’opera vuol essere un contributo di pensiero e di esperienza al difficile compito che la scuola e la famiglia in particolare si sono assunte e che la società va oggi riscoprendo in termini drammatici e su posizioni non risolutive».
Libro indiscutibilmente interessante e utile. Gli autori fondano la loro osservazione e il loro lavoro su «una convinzione scientifica e allo stesso tempo morale, secondo cui, oltre la barriera elevata dalla pluri-minorazione e dalla cecità tra noi e il bambino, esiste e vive un bambino con insospettate potenzialità delle quali una piccola percentuale ci è dato di trarre fuori per gli scarsi mezzi connessi con la nostra conoscenza del problema, con la povertà delle strutture inadeguate per compiti così delicati e complessi...».
Una volta espressa questa convinzione comune, ognuno dei quattro autori presenta i frutti della propria esperienza, chi a titolo di medico, chi a titolo di insegnante-educatore. I capitoli sono di interesse diverso secondo la categoria del lettore, il quarto capitolo è senza dubbio più interessante perché A. Passaro presenta programmi di terapia educativa che riguardano l’autonomia, il controllo degli sfinteri, il comportamento; si occupa quindi di problemi prioritari che interesseranno e gli insegnati e i genitori. Gli altri capitoli mi sembrano scritti con un pensiero e un vocabolario tali da interessare soprattutto i professionisti e gli psicologi.
di Nicole Schultes, 1986