Antigone

La recensione del film di Sophie Deraspe
Antigone

Antigone della regista canadese Sophie Deraspe è un adattamento molto libero e perfettamente contemporaneo della tragedia di Sofocle: qui Antigone è una giovane studentessa che vive in Canada ma non è canadese. È una rifugiata, scappata da bambina, dopo l’uccisione dei genitori, dalla sua patria assieme alla nonna, i due fratelli e la sorella. È brillante, integrata e legatissima alla sua famiglia. Ma anche lei, proprio come l’Antigone classica, dovrà prendere decisioni difficili, forse troppo difficili per una ragazza ancora minorenne: scegliere tra le leggi del paese che la ospita e le sue leggi morali che le impongono di aiutare a ogni costo i familiari. Le leggi terrene da rispettare sono quelle del paese di accoglienza; disobbedire a quelle leggi, seppure per insindacabili principi personali, sembra grave il doppio, perché è come disprezzare le regole di chi prima ti aveva concesso fiducia e ora pretende che quella fiducia sia reciproca. Stravolgendo la storia originale (lasciandone però intatto il senso più profondo), la sceneggiatura permette agli spettatori contemporanei di confrontarsi con gli stessi dilemmi degli spettatori della tragedia classica. E come Sofocle, neppure la regista si schiera apertamente da una parte o dall’altra.

Titolo originale: Antigone
Paese di produzione: Canada
Anno: 2019
Durata: 109'
Genere: Drammatico
Regia: Sophie Deraspe
Interpreti principali: Nahéma Ricci, Rawad El-Zein, Antoine DesRochers

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