Agosto, vacanza che non conosco

L'impossibilità per i caregiver di "staccare la spina" dalla faticosa routine
Agosto, vacanza che non conosco
Il cartello di protesta di Luciana che aderisce a #VacanzeMancateCFU

A

gosto: mese di ferie e vacanze per la maggior parte della popolazione; almeno così dicono le statistiche, le strade affollate, i luoghi di turismo, mare e montagna. C’è un grande bisogno di “staccare la spina” da tutta la routine quotidiana fatta di lavoro, impegni sociali, familiari, problemi, fatiche, stress. Sì, è un bisogno umano di tutti, bisogno per così dire di sopravvivenza perché il ritmo della vita può essere duro e faticoso. Ma c’è chi pur avendone molto bisogno, non può “staccare la spina”, non può chiudere casa e andare altrove in luoghi confortevoli, rilassanti. C’è chi non può perché in silenzio, senza far rumore, nel nascondimento della propria abitazione fa un lavoro che non è visto e considerato: si prende cura di uno o più familiari perché malati, con disabilità importanti, con disagio psico-fisico, ecc. Fa un lavoro molto umano, e molto dignitoso, importante perché se non lo facesse milioni di persone sarebbero abbandonate a se stesse, o chiuse in strutture pubbliche o private. E sarebbero proprio un eccessivo costo per la comunità. E questo non si ammette. Queste persone che si prendono cura di altre persone familiari, sono chiamate caregiver familiari e in Italia siamo molti, sembra 7 milioni, forse più; ecco noi non andiamo in vacanza, noi non stacchiamo la spina in agosto, anzi tutt’altro; siamo invece caricati di più perché i servizi socio-sanitari, dove ci sono, sono in ferie e quindi come caregiver dobbiamo arrangiarsi.

È vero che non siamo gli unici a non godere delle ferie, oggi purtroppo il costo della vita è alto e molti non possono permettersi certi lussi. Ma è pur vero che questa nostra società è mancante su progetti e investimenti che promuovano il benessere umano, soprattutto perché le fasce deboli siano protette e tutelate. Personalmente non ho grandi desideri, fare grandi vacanze o viaggi impegnativi, anche perché nel lavoro del prendersi cura dei tuoi cari per anni ti porta a rinunciare a tutto, rinunciare anche a “staccare la spina” perché sia prima che dopo, quando mi può essere possibile, devo fare un sacco di preparativi, organizzare, pensare. E rinuncio. Vedo che è un problema comune.

Guarda il video: #VacanzeMancateCFU Flashmob nazionale caregiver

Io sono dentro ad una rete di caregiver familiari uniti (CFU) che in questo ultimo tempo si è unita e si fa sentire. Siamo appunto milioni (ogni regione cerca di promuovere il proprio gruppo per comunicare, sostenere, promuovere, ognuno cerca di fare la sua parte). E tutti abbiamo gli stessi problemi, tutti abbiamo bisogno di farci sentire, tutti desideriamo essere visti e riconosciuti. Ciascuno ha un suo peso di lavoro di cura, vissuto molto spesso nella solitudine, nel buio; a volte ci si vergogna di dire «non ce la faccio più con mio padre, mia madre, mio fratello. Sono sfinita/o» . Si ha paura di non essere capiti, fraintesi; e si soffoca dentro la fatica, il peso. Non ci si permette di piangere, di esprimere i propri sentimenti perché ti sembra di venire a mancare nel tuo prenderti cura del tuo caro/a. Dire che sei stanca/o ti sembra di dire che non lo ami abbastanza, e ti senti fragile e un po’ in colpa ad ammetterlo. E nonostante la fatica, la pesantezza del prenderti cura degli altri, che poi è molto diverso a secondo della patologia, dell’età, del luogo, noi caregiver in agosto restiamo al nostro posto di sempre. Continuiamo a lavare le persone, cambiarle, vestirle, alzarle dal letto, imboccare, ascoltare i loro lamenti o ripetizioni, medicine, coricare, ecc. Restiamo qui, tanto nessuno se ne accorge perché siamo lavoratori invisibili e ignorati. E la “spina da staccare?” Speriamo nel prossimo anno; tanto siamo abituati a rinunciare, a dire di no a noi stessi, ai nostri bisogni e necessità.

Luciana Spigolon

Luciana Spigolon

Padovana classe 1962, Luciana condivide riflessioni e quotidianità della sua vita con due fratelli con disabilità grave, Giorgio e Cristina. Dal 2024 cura il Diario di Luciana

In totale 349 autori hanno collaborato con Ombre e Luci.

1 commento
  1. Cindy

    Sono completamente d'accordo. Ma qualche pianto me lo faccio e quando dico a me stessa che non ce la faccio più è semplicemente cosi(non è un voler meno.bene...)

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